LECCE- “Spiace dirlo ma in questo caso è proprio il referendum ad essere un “delitto”. In una repubblica parlamentare, al voto andrebbero sottoposte solo scelte chiare e univoche nei contenuti: repubblica o monarchia, divorzio o no, aborto o no, ecc..e non una variegata e polimorfa modifica di 40 articoli della Costituzione dai contenuti più diversi”. Così Gianluigi Pellegrino, avvocato esperto di diritto Amministrativo e opinionista per L’Espresso.
Sarà una delle rare volte in cui un appuntamento elettorale spacca la visione di famiglie da sempre compatte, come il caso dei Pellegrino. Il padre Giovanni a capo del movimento dei democratici leccesi per il sì, il figlio in altra direzione. “E in ogni caso – dice – mi sento già sconfitto in partenza”. È quanto ha ribadito nella serata di giovedì davanti alla platea dell’hotel Risorgimento, a Lecce, durante l’iniziativa organizzata dal Movimento La Puglia in Più del senatore Dario Stefano per affrontare nel merito i contenuti della riforma costituzionale costituzionale.
“Fatalmente – spiega Pellegrino – sul merito della riforma, che pochissimi elettori potranno conoscere non dico nei dettagli ma fosse pure nei tratti fondamentali, prende il sopravvento una sorta di plebiscito politico. Sia chi vota sì, sia chi vota no lo fa oggi pressocchè esclusivamente su valutazioni che sono o di legittima preoccupazione per l’immagine e la forza del Paese in Europa e nel mondo o di “pancia” politica sugli umori di simpatia o meno per l’attuale premier. E’ l’ennesimo cortocircuito istituzionale all’italiana di cui davvero non c’era bisogno”.
Per Carlo Fusaro, docente di Diritto Elettorale e Parlamentare dell’Università di Firenze, “la riforma non sarà perfetta, ma ci dà l’essenziale: supera il bicameralismo paritario con l’abolizione della doppia fiducia e il conferimento alla Camera della prevalenza sul 95% delle leggi. Affronta inoltre efficacemente a tutela dei diritti l’attuale confuso riparto delle competenze legislative fra Stato e Regioni. Non è tutto, ma è molto, perché è l’essenziale”.