LECCE- Quella contro le trivelle dovrà essere una battaglia più politica che giudiziaria. Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, non ha dubbi. Lo ha ribadito anche nella seduta straordinaria del Consiglio provinciale, in mattinata, alla presenza dei sindaci.
Al centro il progetto di prospezione nelle acqua del Golfo di Taranto, dove la Schlumberger, società figlia dell’omonimo colosso texano, ha incassato la valutazione di impatto ambientale rilasciata dal Ministero. “Se le posizioni del governo non possono essere riviste su questo via libera –ha detto il Presidente della Provincia Antonio Gabellone- siamo pronti a intraprendere contenziosi legali come extrema ratio contro una scelta che riteniamo inutile e dannosa”.
Mobilitazione popolare, allargamento del dissenso sul piano politico, invece, per Emiliano, le armi più importanti. “Quando si ha a che fare con avversari che cambiano le regole dei processi –ha detto- è difficile agire in sede giudiziaria”. Ad ogni modo, “se l’Avvocatura della Regione, d’accordo con Provincia e Comuni, ritiene che bisogna perseguire questa strada, lo si farà. Ma so che anche le dittature più feroci sono sensibili al consenso. E quindi bisogna mobilitare le popolazioni e far emergere il loro pensiero”.
Tra le proposte per porre un argine all’avanzata delle trivelle, una arriva dall’Università del Salento, per rafforzare la tutela dei mari: istituire nel Golfo di Taranto il santuario dei cetacei, come in Liguria, opportuno corollario alla nuova area marina protetta che sta nascendo a sud di Otranto.