BARI-“Noi le vittime sacrificali della legge 107, ci ritroviamo disoccupati e senza immissione di ruolo”. Sabato pomeriggio di fuoco a Bari: sono circa 6mila i docenti gae pronti a scendere in piazza a partire dalle 17 in via argiro. Una protesta che li vede nel ruolo di vittima ma dipinti agli occhi dei colleghi nelle vesti di carnefici.
Non avendo potuto aderire per motivi personali al piano nazionale e facoltativo di assunzione infatti molti di loro si ritrovano ora disoccupati e senza la tanto attesa e meritata immissione in ruolo o incarico annuale.“Le immissioni in ruolo nel corrente anno scolastico sono state assolutamente insufficienti rispetto alle reali necessità, il 100% dei posti disponibili è stato utilizzato per la mobilità e le assegnazioni provvisorie non previste dalla Legge 107- attaccano- gli 11.500 posti in deroga concessi al Sud e destinati quasi esclusivamente alle assegnazioni provvisorie, avrebbero invece potuto consentire l’immissione in ruolo di gran parte dei vincitori del concorso 2016 e dei precari storici delle GAE”.
Per il segretario CISL scuola Lecce è in atto un vero e proprio “mercimonio della cultura” che non sembra interessare i piani alti. E così il fantoccio buona scuola continua a mietere mietere vittime nel totale disinteresse del governo.
“Resta alto il numero delle classi pollaio al Sud – concludono i docenti – persiste il limite massimo di 36 mesi di servizio oltre i quali i precari storici delle GAE non potranno aspirare al conferimento di incarichi annuali sino al 31 agosto, anziché essere assunti in ruolo come sancito dalla Corte Europea di Strasburgo, il Piano di assunzioni per i docenti delle GAE della Scuola dell’Infanzia non è stato attuato. Alla luce di queste considerazioni, sollecitiamo il MIUR a fornire un’immediata risposta alle legittime aspirazioni di stabilizzazione definitiva dei 6.000 insegnanti precari storici inseriti nelle graduatorie ad esaurimento pugliesi”.
In particolare si richiede al MIUR di concedere alla Regione Puglia almeno 3000 cattedre ottenute dalla rimodulazione dell’organico di fatto in organico di diritto, di elaborare un piano assunzionale su base provinciale che punti ad assorbire tutti i docenti rimasti in GAE abrogando il limite dei 36 mesi sugli incarichi annuali e di elaborare un piano di adeguamento, che riguardi l’organico su cattedre di sostegno al fine di stabilizzare il servizio e garantire la continuità didattica”.