LECCE- La sfida parte dal basso ma punta molto, molto in alto: far sorgere il primo mulino di comunità della Puglia, a servizio dei microproduttori di cereali di qualità. A lanciare la campagna di raccolta fondi è l’associazione Casa delle Agriculture Tullia e Gino, sostenuta da una rete di contadini coordinata da SalentoKm0 e diverse realtà impegnate sul territorio, come Telerama.
L’obiettivo economico da raggiungere è ambizioso: 47.700 euro. Non si parte da zero: al momento, sono già stati raccolti 8mila euro, frutto di donazioni effettuate dopo l’ultima edizione della Notte Verde dello scorso 31 agosto. Un’utopia possibile, se si pensa a quanto si è riusciti a fare negli ultimi mesi nella vicina Calabria, dove è stato recuperato l’ultimo mulino a pietra, a San Floro, riuscendo a raccogliere ben 500mila euro.
La campagna verrà lanciata domenica mattina durante la quarta edizione della semina collettiva dei cereali, a Castiglione d’Otranto. È lì, infatti, che si punta a far nascere il mulino di comunità, lì dove già 15 ettari sono stati sottratti all’abbandono, ceduti in comodato d’uso gratuito da anziani, vedove e migranti all’associazione per essere coltivati a grani antichi, farro e orzo.
L’idea della nascita di un vero e proprio centro di trasformazione dei cereali di qualità in forma “comunitaria” risponde ad un’esigenza del territorio, perché a servizio, a costi sociali, di famiglie e contadini, che sempre di più negli ultimi tempi hanno preso a coltivare cereali con metodi naturali, recuperando le antiche cultivar, ma che non sanno dove poter conferire il prodotto con garanzia di qualità.
La campagna di raccolta fondi punta dunque a completare il ciclo della trasformazione e ridare al territorio ciò che i metodi industriali hanno soppiantato: macinazione lenta, con macine a pietra, non aggressiva, per la produzione di farine meno fini, ma più ricche di vitamine, oli, enzimi, sali minerali. Una risposta concreta, a costi accessibili per tutti, contro l’insorgenza galoppante di intolleranze alimentari. Una sfida economica, anche, per dare a giovani che hanno deciso di restare o ritornare l’opportunità di reinventare dal basso, collettivamente, le sorti di un pezzo di Salento.
Il conto corrente su cui poter effettuare le donazioni ha questo codice Iban: IT47 E033 5967 6845 1070 0191 234.
Casa delle Agriculture ha provveduto a richiedere preventivi ad aziende specializzate.
I migliori hanno questi importi: 25.350 euro per mulino con macine a pietra (ditta Osttiroler Getreidemühlen, resa 100/140 kg/h), completo di macchina setacciatrice e trasporto pneumatico farina; oltre a 12.350 euro per impianto completo di decorticatura dei cereali (300-800 kg/h). A queste somme vanno aggiunti circa 10mila euro per la messa a norma del locale da 60mq con bagno, impianti elettrici e idraulici. La sede del mulino, anche questa concessa in comodato d’uso gratuito da un attivista, è nel cuore rurale di Castiglione, accanto alla cripta dello Spirito Santo e alla chiesetta della Maddalena, luogo storico in cui, ogni 22 luglio, in occasione della fiera, veniva fissato il prezzo dei cereali per tutto il circondario. Il totale da raggiungere è dunque di 47.700 euro.