LECCE- Lunedì il tavolo del centrodestra, i Cor porteranno i già noti cinque nomi ma Fratelli d’Italia e Noi con Salvini criticano metodi e percorso. Per Pierpaolo Signore si doveva partire dal programma da far interpretare al potenziale candidato e non partire dai nomi.
Per il componente della direzione nazionale del partito della Meloni il percorso doveva poi trovare una soluzione esterna capace di unire tutti, così come auspicava l’anima rappresentata da Pagliaro all’interno di Forza Italia, mentre si sta optando per proposte interne. Noi porteremo, continua Signore, un nostro nome sul tavolo della coalizione ma, certamente, non si deciderà nulla prima del 4 dicembre. Per il segretario “meloniano” tutto potrebbe ancora succedere anche in seguito all’esito del referendum ed in vista di possibili governi tecnici e trasversali, a quel punto bisognerà capire i veri confini del centro destra.
Ancor più polemico Leonardo Caló di Noi con Salvini. Il numero uno della fu Lega Nord infuriato per la condivisione di Vitali della dichiarazione dell’ex Presidente della Giunta Campana, Stefano Caldoro, secondo cui Salvini può rimanersene tranquillamente al Nord perché al Sud ci penserebbero loro.
Se questa affermazione non dovesse essere rigettata da Mazzotta, e dagli azzurri leccesi , bisognerà comprendere qual è il vero centrodestra. Per Caló, pur avendo forti personalità, Noi con Salvini non presenterà al tavolo della coalizione alcun nome. A livello personale non abbiamo riserve sui nomi usciti, una preclusione politica solo su Congedo perché appena eletto alla Regione e cognato da chi amministra da 20 anni e negli ultimi 10 anche primo cittadino. Non vorremmo, nella futura amministrazione, conclude Leonardo Caló, che ci sia un Sindaco con famiglia in giunta cioè Congedo con Perrone assessore.