LECCE- Dopo anni di stallo, blocco del turn over e cura dimagrante obbligatoria, si torna ad assumere nella sanità leccese. Sono 55 i posti da riempire al momento e per i quali nell’ultimo anno sono state attivate le procedure concorsuali. Si affiancano alle 297 unità, soprattutto infermieri e Oss, per cui è stato previsto lo sblocco della mobilità.
È la corsa ai ripari per coprire i reparti più scoperti. Quanto personale manca davvero, invece, lo si potrà sapere solo dopo l’approvazione del nuovo piano di riordino, che comporterà il necessario accorpamento di unità operative. Un esempio tra tutti resta quello dei punti nascita: “Casarano e Copertino scompariranno di sicuro”, ha detto la direttrice generale Silvana Melli ai nostri microfoni.
Al momento, i bandi di concorso riguardano 10 anestesisti, 3 medici di chirurgia generale, 10 di chirurgia d’urgenza, 7 di radiodiagnostica, 2 di radiologia e 3 di chirurgia plastica. Poi, ancora, 4 di pediatria, 4 di oncoematologia pediatrica, 5 di psichiatria, 3 di oncologia e 2 di radioterapia, quest’ultimo con procedura già conclusa.
Ai direttori delle strutture complesse dei vari ospedali si aggiungono altri due posti messi a concorso per dirigenti infermieri. “Pur tutelando i posti riservati di chi già c’era nelle strutture – ha spiegato Melli – abbiamo dovuto attivare, per il 50 per cento, le mobilità, per sopperire all’urgenza”. È il caso, ad esempio, degli infermieri del Policlinico di Bari. Da quello stesso polo deve arrivare ancora un numero cospicuo di Oss, che si attendono entro dicembre. Saranno proprio gli Oss le figure che più si cercheranno nel futuro prossimo: 800 le assunzioni previste in tutta la regione, molte delle quali, ovviamente, anche a Lecce, dove la graduatoria per le mobilità è già stata esaurita.