LECCE- I guai giudiziari per l’ex capitano del Palermo Fabrizio Miccoli continuano, perché la vicenda della presunta estorsione aggravata da metodi mafiosi, accusa che pende sul capo del calciatore di San Donato ed ex della squadra giallorossa non sembra voler finire.
Il Gup Fernando Sestito, del tribunale siciliano ha infatti respinto la richiesta di archiviazione avanzata dalla procura di Palermo decidendo per l’imputazione coatta del calciatore salentino nell’inchiesta portata avanti dalla dia che lo vede coinvolto insieme a Mauro Lauricella, figlio del boss Antonino. Secondo il gup il ruolo di Miccoli va ulteriormente approfondito.
I fatti risalgono al 2010 -2011. Secondo l’accusa il figlio del boss Lauricella, avrebbe preso a cuore la vicenda del socio del gestore della discoteca Paparazzi di isola delle femmine, l’ex fisioterapista della squadra palermitana. Per recuperare un credito di 20 mila euro nei confronti del socio questo avrebbe chiesto aiuto proprio a Miccoli e il calciatore avrebbe messo in messo Lauricella.
Nel processo di primo grado il figlio del boss è stato condannato a un anno per violenza privata aggravata, mentre la posizione di Miccoli era stata stralciata. Il calciatore si è sempre difeso sostenendo di essere all’oscuro del rapporto di parentela tra l’amico e il boss. Non sapeva cioè che fossero padre e figlio. Poi dalla Procura è stata avanzata la richiesta d’archiviazione, ora respinta dal giudice.
“Avremmo preferito si chiudesse con l’archiviazione richiesta dalla procura ma se si è reso necessario approfondire alcuni passaggi nella sede dibattimentale siamo pronti a farlo con la stessa determinazione e serenità manifestata fin ora -così replica l’avvocato Gianpiero Orsino, difensore di Miccoli, insieme al legale Caliandro– Si tratta di un passaggio tecnico con cui si allungano solo i tempi giudiziari. Del resto siamo tranquilli e fiduciosi sull’esito del processo. Il mio assistito avrebbe certo desiderato chiudere già la vicenda, ma è pronto a dimostrare la sua estraneità ai fatti”.