LECCE- Definito No di Alfredo Prete che con una nota ringrazia tutti per aver pensato a lui per l’avvincente sfida da candidato sindaco per Lecce. Per il presidente della Camera di Commercio è doveroso fugare ogni dubbio sulla sua indisponibilità. D’altronde quando Telerama lancia domenica sera la notizia clamorosa, nello stesso Pd nessuno credeva fosse vero, la viva voce dell’imprenditore fa capire che non avrebbe permesso balletti sul suo nome e così è stato.
Ma perché la scelta di non correre? Probabilmente Alfredo Prete aveva saputo che la frettolosa gestione aveva indispettito lo stesso a Emiliano che messo al corrente, qualcuno dice da Loredana Capone, si dimostra infastidito ma ormai la frittata era stata fatta e quando il Governatore invia il sms di plauso al Presidente della Camera di Commercio questo aveva già fatto la sua dichiarazione, di passo indietro, nell’apertura del Tg di domenica alle ore 2030. La stampa lunedì mattina evidenzia la contrarietà di Emiliano ma questo riconferma il suo Si via sms,come dettovi ieri, direttamente sul telefonino del direttore Vernaleone. La verità è nel mezzo. Prete andava bene ma agli “emilianiani” non era scesa la pillola della gestione leccese e della segreteria provinciale per cui fanno emergere alcuni aspetti, Prete lo capisce e lascia la scena per evitare il tritacarne della politica. Difatti la federazione pd, di concerto con l’Udc, dopo aver chiesto all’avvocato Saverio Sticchi Damiani là disponibilità a scendere in campo,cerca di percorrere la strada della società civile per evitare,in primis, le primarie e tentare di disinnescare la candidatura di Blasi.
Prima di giungere al presidente della Camera di Commercio, o su tavoli paralleli lasciando a loro la velocità di accettazione, contattano anche il re del caffè Antonio Quarta e l’imprenditore edile Giacinto Colucci.
I due dicono subito no e la speranza risiede in Prete. Poi il cortocircuito nel non avvisare gli alleati e lo stesso Governatore. Dai corridoi della federazione dicono di un’accesa discussione all’interno della cosiddetta Ditta, come alcuni chiamano l’alleanza tra Piconese-Marra ed il consigliere Abaterusso, discussione che sarebbe terminata con un’aspra uscita proprio dell’ex deputato dei Ds: se salta la candidatura di Prete, le segreterie devono andare a casa. Ad oggi il centrosinistra ha solo una certezza: cercare il candidato e si riapre il balletto primarie Si, Primarie No