Piano coste, il “parto”: avviata procedura di valutazione, c’è il parco archeologico marino

LECCE- Un vero e proprio parto, ma alla fine il piano comunale delle coste c’è: il Comune di Lecce ha avviato la procedura di assoggettabilità a Valutazione ambientale strategica per la pianificazione dei 22,5 km di costa, da Torre Rinalda a San Cataldo, esclusi i 3,5 km ricadenti nel poligono di Torre Veneri.
L’avviso è riportato sul Bollettino ufficiale della Regione Puglia del 6 ottobre, mentre dal 26 settembre, data di pubblicazione sul sito del Comune, hanno iniziato a decorrere i 60 giorni di tempo entro i quali presentare eventuali osservazioni.

Poiché il Piano interessa anche aree SIC (Siti di Interesse Comunitario), dovrà essere effettuata, sempre nell’ambito della Vas, anche la VINCA (Valutazione d’incidenza ambientale), necessaria per capire se ci sono incidenze significative su queste aree di pregio ambientale.

L’ambito di studio riguarda quella porzione di costa di pertinenza demaniale e la relativa area annessa fino a circa 300 m dalla linea di costa. È lì che si deve regolamentare l’assetto, coordinandosi con gli altri strumenti urbanistici. Nel piano, vengono riportate anche “alcune idee”: dalla localizzazione di parcheggi di interscambio a ridosso della strada litoranea e comunque oltre i 300 metri dalla battigia, all’istituzione di zone ZTL (Zone a Traffico Limitato) e servizi navetta ecologica sul litorale prossimo alle dune; dalla riqualificazione delle reti ecologiche e dei canali alle piste ciclabili, fino alla previsione dell’istituzione di un parco archeologico marino per valorizzare le campagne di scavi e studi in corso d’opera sul molo di Adriano.

Si individuano le aree destinate ai lidi e quelle per le spiagge libere, queste ultime in prossimità delle torri, delle sorgenti e foci e dei maggiori parcheggi. Viene stabilito l’aumento dei posti barca disponibili nelle darsene e l’individuazione di nuovi scali di alaggio e attracchi . Torre Rinalda diventerà la bocca del Parco Bosco e Paludi di Rauccio; a Spiaggiabella, si prevedono opere di difesa “morbide” della linea di costa, la rinaturalizzazione e la chiusura al traffico veicolare del viale Eolo e di via Marebello; Torre Chianca, dove i vincoli ambientali si diradano,si punta al recupero delle dune; in località Montegrappa, il piano prevede la riqualifica della Rete Ecologica Regionale localizzando lungo i canali di bonifica i percorsi ciclo-pedonali e i parcheggi. Accesso al mare a nord di Acquatina, dove non c’è, e a Frigole si punta alla valorizzazione della “bocca di porto”, ampliando l’offerta di ormeggi, prevedendo nel borgo il mercato del pesce. A San Cataldo si immagina “un intervento innovativo di arretramento del fronte degli stabilimenti balneari su strada comunale demaniale condizionando il traffico veicolare con area ZTL”.

 

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