LECCE- Si teme possa essere di Riccardo il corpo senza vita che il mare di Tenerife ha restituito dopo sei giorni di ricerche ininterrotte. A dire se sia così, sarà il test del DNA che sarà effettuato grazie ai campioni prelevati dai genitori del giovane salentino, che sono rientrati in Italia da poche ore. Avevano raggiunto le Canarie in preda all’angoscia.
Riccardo Marangio, 26 anni, universitario di origini leccesi ma da tempo residente a Roma con la famiglia, aveva raggiunto Tenerife per approfondire gli studi e, con amici e colleghi, domenica scorsa si stava godendo una giornata di relax e divertimento al mare. A un certo punto, però, dopo che si era tuffato per fare una nuotata, qualcuno lo ha visto annaspare e chiedere aiuto. Nessuno è però riuscito a raggiungerlo e a salvarlo. Da allora la macchina delle ricerche e dei soccorsi, coordinata dal Gruppo GES del Governo delle Canarie, si è messa in moto.
Fino al ritrovamento di un corpo senza vita a 60 km dalla costa. La telefonata alla famiglia è arrivata dal console italiano a Tenerife. Inevitabile allertare i parenti. Ma si aspetta una risposta definitiva.