LECCE- “Non mi interessa di chi non paga! Io pago e non accetto che mi tolgano l’acqua. Ho mia moglie allettata e l’acqua mi serve per lavare lei, per lavare la biancheria, per l’igiene!”. Nelle parole di questo signore c’è tutta la rabbia per quella che è un’ingiustizia. Pagare regolarmente per un servizio fondamentale, anzi un diritto alla base della civiltà, ovvero avere l’acqua corrente in casa, e vederselo togliere, non è accettabile. Soprattutto se si deve accudire una moglie ammalata, allettata.
Il copione che va in scena da tantissimo tempo a lecce e provincia, si ripropone, prepotente, in tre palazzine delle cosiddette “Case Magno”, a Lecce. Si tratta di 64 appartamenti, tra viale della Repubblica e via Vergine, di proprietà di Arca Sud (ex Istituto Autonomo Case Popolari). Come viene spiegato in questo cartello, a causa della morosità accumulata negli anni da alcuni, pagano tutti. L’erogazione idrica è stata interrotta. La rabbia è più che comprensibile. L’appello dei residenti, tutte persone anziane e incredule di fronte a quanto sta succedendo per la seconda volta, che si rivolgono al prefetto.“A chi dobbiamo rivolgerci? Al Prefetto?” dicono “E allora, signor Prefetto, faccia qualcosa: che l’acqua torni in giornata. È un bene primario, è impensabile togliercelo, soprattutto d’estate”.
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