LECCE- Se le manovre nel Pd sono in corso per ricostruire un partito sempre più forte considerata la crisi del centro destra, gli appuntamenti che determineranno una serie di sommovimenti sono rappresentati, in primis, dalla tornata amministrativa della prossima primavera che chiamerà alle urne anche i cittadini di Lecce. Il dopo Perrone dovrà essere analizzato complessivamente sia rispetto alla ipotetica riunificazione del fu Pdl, sia per tentare di garantire, anche se difficile, i parlamentari fittiani in uscita. Da qui non pochi malumori e fughe in avanti. Da una parte il partito di Forza Italia che, seppur in maggioranza, non certifica la discesa in campo in modo unitario, dall’altra i conservatori e riformisti sempre più dibattuti sul futuro che sarà. Se da mesi è partita la disputa tra i due colleghi della giunta di Palazzo Carafa, Messuti e Monosi, dall’altra l’ansia di questi di vedersi scavalcati da destra dal consigliere regionale Saverio Congedo e da sinistra dal deputato Roberto Marti che proprio da noi , in diretta, quasi blocca il suo fido assessore al bilancio ed il vice sindaco Messuti affermando che le fughe in avanti dovrebbero terminare
Le dichiarazioni del parlamentare più fittiano che ci sia, hanno creato malumori principalmente nel numero due del comune di Lecce, Gaetano Messuti, tanto che lo avrebbero indotto, per scompaginare tutto il quadro politico, al di là di ciò che potrebbe realmente produrre a bussare alle porte del Partito Democratico.
La frase di Marti su stop alle autocandidature, nasconderebbe due ipotesi plausibili. La prima che in corsa potrebbe esserci lui stesso, ma questa è una voce da più tempo in circolazione considerando le difficoltà per un’ipotetica riconferma alla Camera dei Deputati; la seconda che potrebbe ambire comunque ad una ricandidatura, usando quella per la poltrona di Sindaco come forma di trattativa e di personale paracadute, grazie all’uscita di scena dell’attuale Sindaco in quota fittiana liberando quindi la casella proprio a Marti.
Uscita di scena, di Perrone, ma non un passo indietro nella ipotesi di entrare in Parlamento. Mesi fa anticipammo di un suo informale incontro con dirigenti nazionali di Fratelli d’Italia ma sembrerebbe sempre più probabile una futura adesione al partito della Meloni proprio di Perrone, con la non contrarietà dell’eurodeputato di Maglie, e con al traino il consigliere regionale Congedo che potrebbe ambire alla candidatura per la successione al cognato. Da qui la casella fittiana nuovamente disponibile per Marti che non faticherebbe ad accettare lo stesso Congedo alla prima poltrona di Città con la pace di chi sino ad ora pensava di esser in corsa. Le manovre sono in corso e saranno molte le puntate da qui al prossimo autunno.