Acceleratore lineare: battaglia vinta in nome di Alessandro

doc cantina salice

LECCE- Stop ai viaggi della speranza. Ora anche i salentini hanno un’arma in più per combattere i tumori. E’ stato inaugurato al Polo Oncologico del “Vito Fazzi” il nuovo acceleratore lineare della Radioterapia Oncologica. Si tratta di una battaglia vinta dai cittadini assieme alle istituzioni e portata avanti anche da Telerama, nel nome di Alessandro Maletesta, colpito da un tumore al cervello e purtroppo scomparso un anno fa.

Nel 2014 Alessandro e l’amico Massimo Rizzo si presentarono negli studi di Telerama per lanciare il loro appello alle istituzioni: chiedevano che anche il Salento fosse fornito della tecnologia che c’è al nord, per evitare i dispendiosi e difficili viaggi della speranza di migliaia di salentini. E così è stato. Dopo anni di battaglia, i diversi rinvii, finalmente è arrivato il giorno atteso con l’inaugurazione dell’acceleratore lineare, già in funzione da un mesetto. Ad abbracciare questo grande momento di festa, tutto il personale dell’Oncologico, il dg Asl di Lecce Silvana  Melli, il direttore dell’Area alle Politiche della Salute, Giovanni Gorgoni, il sindaco Paolo Perrone, altre istituzioni locali e il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano.

emiliano acceleratore

La sala che ospita il macchinario è stata intitolata ad Alessandro, così come chiesto dalle 6mila persone che hanno sottoscritto la raccolta firme portata avanti dal suo amico Massimo, grazie anche a Telerama che ha contribuito a dar voce a questo sogno, o meglio diritto di cui oggi godrà chi ne avrà bisogno.

alessandro

La nuova macchina è “un acceleratore di ultima generazione che offre la possibilità di effettuare tutti i trattamenti con tecniche speciali che consentono all’operatore di localizzare con estrema puntualità la zona da irradiare, focalizzando le radiazioni sul volume bersaglio e di pennellare la dose radiante erogata. La metodica 4D permette infatti di aggiungere la dimensione “tempo di erogazione” alle tre standard, si riduce così la dose di radiazioni e l’elemento bersaglio, che può essere mobile durante il trattamento, viene seguito evitando di irradiare tessuti o parti di organo sani”.acceleratore

Una nuova tecnologia quindi che permetterà a tutti di poter curarsi senza necessariamente spostarsi altrove. Un traguardo questo importante, per tutto il Salento , che oggi non può che dire GRAZIE ALESSANDRO.

Elisabetta Paladini

 

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