BARI- Le prossime amministrative potrebbero rappresentare la definitiva presa di distanze rispetto a Berlusconi che subisce il retro front a Roma e Torino per un progetto che riunisca gli ex berlusconiani o i traditori che dir si voglia a seconda delle appartenenze.
Per paura di esser sempre sotto le scelte dell’ex Premier non lanciano le primarie ma usano i candidati alternativi a quelli del Cav per avviare una prova generale già da queste consultazioni amministrative e sperare in elezioni politiche quanto più lontano possibili, nel 2018, o tentare di esser pronti, in caso di un anticipo nel 2017 , e dopo il referendum renziano di ottobre.
Si dice di un incontro romano tra Fitto, Salvini e Meloni, i primi due già più volte dialoganti a Bruxelles, per avviare un percorso che isoli Berlusconi. Un progetto alternativo al suo , sarebbe il motivo per cui, l’ex Premier , sceglie il nome di Bertolaso e degli altri candidati prima condivisi anche da Lega e Fratelli d’Italia.
Saltano i tavoli nazionali ed a rischio anche quello pugliese che sembrava avviarsi ad unità ma in politica tutto si evolve, o precipita, nel giro di poche ore malgrado i problemi quotidiani dei cittadini. Forza Italia pugliese convoca per le prossime ore un esecutivo regionale con probabile successiva conferenza stampa e con ogni probabilità porrà un aut aut ai conterranei meloniani e fittiani.
Ma se in Italia gli interessi di fratelli d’Italia e conservatori sono gli stessi , in Puglia si tenterà di salvare le giunte in piedi ma nei Cor si aprirà una nuova fase partendo dalla visione diversa tra Marti/Monosi e Messuti/Guido e certamente Perrone. Quale visione? Quella delle Primarie aperte per le elezioni 2017 a Lecce città. Mentre Marti, in caso di consultazioni generali di Cd parla di un unico candidato per partito, Messuti e Guido, perroniano di ferro, invocano che chiunque abbia velleità si possa candidare.
Se il più pro Sindaco in carica, Guido, dice sì a questa impostazione di Primarie aperte significa che ha avuto l’ok definitivo di Paolo Perrone. Ma se questo potrà rappresentare un distinguo tra l’attuale deputato, Marti, e l’aspirante parlamentare oggi primo cittadino leccese sarà fase successiva.
Di certo da parte dei leghisti, dei meloniani e dei fittiani in preventivo, per ritornare agli eventi nazionali, la sconfitta ovunque in queste amministrative per costruire un percorso come candidati nuovi, pur se da più di 20 anni in politica, di un nuovo centro destra senza Berlusconi e, sino ad ora, non in grado di affascinare i moderati anti Renzi più indotti al mare che alle urne.