LECCE- “Questa è una linea di opportunità per governare Lecce, la maggioranza del partito ha così deciso ma le amministrative sono altra cosa”, esplicito il coordinatore regionale di Forza Italia Luigi Vitali a proposito del reingresso nella giunta di Perrone. Per Vitali “è chiaro che saremo in coalizione dopo aver governato questo scorcio di amministrazione ma , rispetto alla futura condivisione del candidato sindaco, c’è da capire se i Conservatori e Riformisti rispetteranno i criteri stabiliti dal tavolo barese, se ci saranno altre forze politiche che vorranno partecipare con noi alle elezioni e se avremo noi, o altri, il miglior candidato possibile ancor prima della extrema ratio delle Primarie”.
Se a Lecce la maggioranza si allarga con i berlusconiani che tolgono il posto alla partiticamente meno protetta Tessitore, in provincia le biglie non sembrano ferme. A Nardò il centrodestra definisce il proprio candidato con il nome di Flavio Maglio, sempre nel Comune neretino l’anti Risi per antonomasia, Mellone, si dichiara pronto alla battaglia ed i Conservatori e Riformisti non trovano la soluzione di unità con il tavolo rappresentato dai berlusconiani e tentano la carta dell’ex Sindaco Vaglio pur se questa sarebbe una soluzione non idilliaca per lo scontento Frasca, in odor di altri incarichi, che con l’uscente Risi avrebbe, secondo indiscrezioni, tentato un feeling sommerso.
A distanza di pochi chilometri scoppia il caso Barba, mentre la senatrice Poli Bortone avrebbe fatto più incontri con l’avvocato Fasano ma nessuno certifica se fossero per un accordo in vista della candidatura del già sindaco. Rispetto all’ex senatore si parla sempre più insistentemente di un suo allontanamento dalle posizioni fittiane anche per una ipotesi di sua ricandidatura proprio su Gallipoli ma con un ritrovato feeling berlusconiano, in pole lui stesso ma non ultimo il nipote già consigliere regionale azzurro prima della frattura tra Fi e Conservatori e Riformisti.