LECCE- “Ancora una volta la città di Lecce risulta al primo posto in Puglia, con ben 2.023 richieste di esecuzioni nel 2014, di cui 432 già eseguiti”. Parliamo di sfratti e, dunque, di emergenza sociale.
E’ la fotografia che scatta il Ministero dell’Interno. E il Sunia -Sindacato Unitario Nazionale Inquilini Assegnatari- chiede la convocazione urgente da parte del prefetto. “Sono sempre più numerose le famiglie destinatarie del provvedimento di esecuzione di sfratto e che sono costrette quotidianamente a chiedere all’ufficio casa un alloggio popolare o casa parcheggio nel quale poter soggiornare” scrive Mario Vantaggiato. Dopo il servizio andato in onda sulla storia del sig. Giovanni, ennesimo sfratto per morosità incolpevole, il sindacato si concentra sul crescente disagio sociale “preoccupante e non più tollerabile, soprattutto se si considera che, tra le numerose famiglie destinatarie del provvedimento di sfratto esecutivo, vivono anziani, portatori di handicap, figli minori o malati.
Nessuno può sentirsi con la coscienza tranquilla se la situazione abitativa rimane così com’è adesso. Constatiamo purtroppo che soltanto la Caritas e la Diocesi di Lecce hanno manifestato ad oggi la giusta attenzione al disagio abitativo. Bisogna prendere atto della necessità di inserire le “Politiche Sociali” tra le priorità del governo locale della città, con l’obiettivo di dare, a breve e medio termine, risposte concrete alle famiglie. È importante segnalare al riguardo che in questi giorni la Regione Puglia ha stanziato un importo di 4 milioni di Euro per la ristrutturazione di circa 150 alloggi popolari da destinare alle persone meno abbienti.
Tuttavia dobbiamo prendere atto che, pur ravvisando la necessità di attivare con urgenza un tavolo istituzionale presso il Comune di Lecce, a tutt’oggi nessun riscontro è pervenuto alle organizzazioni sindacali degli Inquilini.E’ necessario, oltre alle risorse, attivare un lavoro sinergico tra Governo, Regioni, Comuni e Prefetture”.