LECCE-La città barocca, la città della bellezza, la città capitale della cultura italiana 2015, ma anche la città incivile e dai servizi che arrancano: eccola “Monnezza city”, la Lecce che non t’aspetti, ma che ritrovi in molti angoli, insudiciata di rifiuti sparsi ovunque, in alcuni casi lì da mesi. È l’altra faccia della medaglia. E per vederla basta allontanarsi dal centro storico e fare due passi nei quartieri che periferia non lo sono poi neanche tanto. Qui siamo a San Pio. E qui all’ingresso da Brindisi.
Questo abbiamo trovato in questa prima settimana d’agosto, nella città vissuta da migliaia di turisti e punto di riferimento per il Salento d’appeal. Due cartoline da spavento. E che fanno indignare.
Per San Pio, certo, sono gli intoppi dell’avvio della raccolta differenziata porta a porta. Era fisiologico che qualche meccanismo si sarebbe inceppato, fino a quando la macchina non sarà oliata e il servizio non entrerà a pieno regime. Il degrado, però, chiama altro degrado. E la situazione è già sfuggita dalle mani.
Nei luoghi in cui c’erano prima i cassonetti, restano buste di spazzatura, gettate lì, alla rinfusa, a ridosso delle campane per il vetro e sotto agli alberi. Tra le case popolari murate e non ancora abbattute, le discariche a cielo aperto: dalle cassette di legno ai materassi agli elettrodomestici e tanto altro.
La difficoltà è nota: bidoncini che spariscono, raccolte condominiali non ancora perfezionate, una cultura della differenziata su cui molto c’è ancora da lavorare. Ma le immagini restano impietose e chiedono una controffensiva immediata.
Ancora peggio la situazione all’ingresso dell’ex mattatoio: quel cumulo è lì da mesi e s’ingrossa sempre di più. Computer, poltrone, stampanti, sacchetti. È in quel luogo che, fino a poco tempo fa, era ospitato il centro di raccolta per lo smaltimento degli ingombranti, gestito dall’Axa e poi chiuso con il cambio d’appalto. Per i cittadini che arrivano lì e trovano il cancello sbarrato, la soluzione più semplice è gettare gli scarti per strada. L’alternativa? “Chiamiamo al numero verde per il ritiro a domicilio, ma non ci rispondono”, ci hanno scritto più volte diversi residenti, nelle ultime settimane. E così continua la storia, che rende Lecce impresentabile.