Accorpamento delle sale operatorie, i sindacati scrivono al Prefetto. Lunedì mattina interventi sospesi

LECCE- Tensione in questi giorni tra gli operatori delle sale operatorie dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce. Lunedì, nuova assemblea del personale infermieristico dei due blocchi operatori del nosocomio leccese, ed interventi sospesi dalle 8 alle 10. Al centro della discussione, come ricorda il sito sanitàsalento.net, la decisione dell’Asl di accorpare in un unico blocco operatorio le sedute chirurgiche.

Una decisione che alla categoria infermieristica non piace e che preoccupa, tanto che i segretari provinciali di FSI, FIALS, UILFPL, hanno scritto il 15 luglio scorso, una nota al prefetto per chiedere di essere convocati urgentemente e poter trovare una conciliazione con la direzione dell’Asl.

Secondo i sindacalisti, rappresentanti di molti infermieri, concentrare gli interventi chirurgici solo su un piano (quello rialzato), significa creare non pochi problemi: rischi di infezione e costi aggiuntivi. E’ vero che il modello organizzativo proposto, porterebbe il vantaggio di avere sale operatorie in funzione mattina e pomeriggio, ma é anche vero che uno sfruttamento eccessivo degli ambienti, non lascerebbe il tempo adeguato per una buona sterilizzazione, stando alle dichiarazioni di alcuni infermieri. Non solo, ma occorre tener presente i costi perchè per esempio, la chirurgia toracica, conta cinque chirurghi più il primario.

Questo personale prima operava quattro mattine alla settimana, adesso accede in sala operatoria meno mattine, ma due pomeriggi, che tradotto per i medici significa due turni in straordinario, costando quindi di più all’Asl rispetto a prima. Dunque l’idea che l’azienda sanitaria abbia preso la decisione di accorpare le sedute operatorie, per ottimizzare le risorse, sfruttare al meglio le sale operatorie, convince poco.

 

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