Petrolio: il 71 per cento delle richieste sulla testa della Puglia. Emiliano: “Impugneremo tutto”

BARI-  Il dato è di quelli da far saltare dalla sedia: il 71 per cento delle richieste di permessi per prospezioni di idrocarburi in mare riguarda la Puglia. A rendere noti i numeri dell’assalto delle trivelle è stato l’ufficio stampa del Consiglio regionale pugliese, durante l’incontro interistituzionale svoltosi a Polignano a Mare, alla presenza dei rappresentanti dei Comuni costieri e dei movimenti ambientalisti. Il neopresidente Michele Emiliano va al contrattacco e annuncia che sarà promosso ricorso: “In questo momento – ha detto – serve soprattutto ragionamento e un approccio scientifico alla decisione politica. Bisogna dimostrare a cosa servono queste trivellazioni. Perchè se lo scopo è semplicemente accontentare qualche lobby, peraltro ancora sconosciuta e indeterminata, nella speranza che non lo trovi neanche il petrolio, a me sembra un modo non preciso di ragionare”.

Ad essere impugnati dinanzi alla Corte Costituzionale saranno innanzitutto i decreti con cui il governo, il 12 giugno scorso, ha sdoganato la ricerca di idrocarburi su oltre un milione 400mila ettari di Adriatico, dal Gargano a Santa Maria di Leuca., rilasciando alla Petroleum Geo-services Asia Pacific i permessi per la prospezione.La minaccia è anche nello Ionio: la Schumberer Italiana ha depositato le integrazioni alla documentazione presentata a novembre e i Comuni costieri hanno 60 giorni di tempo per ribattere.

“Se l’avvocatura regionale giudicasse necessario procedere all’impugnativa anche prima del mio insediamento – ha detto emiliano – col presidente Vendola abbiamo già determinato che questa cosa avverrà”.

Per protestare contro “la deriva petrolifera in Adriatico e negli altri mari italiani”, oggi Greenpeace Italia ha lanciato anche una nuova campagna online: “una paradossale piattaforma turistica – TrivAdvisor – sulla quale si leggono le immaginarie recensioni dei turisti in vacanza nei nostri mari petrolizzati dal governo Renzi”. Lo fa sapere l’associazione ambientalista spiegando che “su http://trivadvisor.greenpeace.it tutti possono firmare per mandare un messaggio chiaro al governo: NO alle trivelle, meglio l’oro blu dell’oro nero!”.

 

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