Intimidazioni sui cittadini? Il sindaco di Melendugno querela il manager Tap

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MELENDUGNO- Dopo la guerra al Tar e le richieste di risarcimento per i cantieri bloccati, arriva l’ora delle querele. Al sindaco di Melendugno, Marco Potì, sono andate di traverso le accuse avanzate dal country manager di Tap, Giampaolo Russo, sulle presunte intimidazioni fatte dall’amministrazione comunale nei confronti di proprietari di terreni che saranno attraversati dal gasdotto. Quelle dichiarazioni, fatte a margine del Festival dell’Energia a Milano, sono rimbalzate sulla stampa e sono finite al centro di una nuova bufera, che ha partorito a stretto giro la denuncia depositata in mattinata ai carabinieri.

Di certo c’è che non erano destinate a passare inosservate quelle parole: “Ci rammarichiamo – aveva detto Russo – dell’atteggiamento dell’amministrazione di Melendugno verso i cittadini interessati al gasdotto, destinatari di telefonate quasi di minaccia affinché non parlino con il personale di Tap”. Affermazioni “sconcertanti” per Potì, proprio nel momento in cui i nervi, tra l’altro, sono più tesi, dopo la concessione dell’autorizzazione unica che dà il via libera definitivo al cantiere entro maggio 2016.

“L’amministrazione si riserva di valutare anche una richiesta di risarcimento danni”, annuncia in una nota il comitato No Tap, che a sua volta promette nuova battaglia, ritrovandosi “al centro delle stesse calunniose accuse”, ha ribadito. E ricordando la vicinanza finora tenuta con i proprietari dei fondi interessati dal tracciato del metanodotto, alcuni dei quali sono firmatari dei ricorsi al Tar avanzati tramite l’associazione Tramontana proprio contro la multinazionale.

 

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