ZOLLINO- Nessuno stop per il parco eolico da 16,5 megawatt a Zollino. Con una sentenza di novembre, pubblicata sul Bollettino ufficiale della Regione del 5 marzo scorso, il Tar di Lecce riapre i giochi. E fissa un principio giurisprudenziale che potrebbe avere effetto domino su tutti i progetti finiti, negli ultimi anni, nello stesso vicolo cieco.
In questo caso, il ricorso è stato proposto dalla Energia Rinnovabile Italia srl, che ha impugnato il provvedimento con il quale, nel maggio 2013, la Regione Puglia ha sbarrato la strada alla conclusione favorevole del procedimento di autorizzazione unica. Il nodo della questione è quello della durata di validità della valutazione di impatto ambientale o dell’esclusione da questa. Tre anni, come dice la Regione, o cinque anni, come riporta la legge dello Stato?
È stata sollevata la questione di legittimità costituzionale dell’ art.2 L.R. Puglia n. 17/2007 in quanto questa, nel prevedere il termine triennale di efficacia dei provvedimenti di esclusione della VIA, contrasta con gli artt. 20 e 26 del d.lgs. 152/2006. Una limitazione ritenuta lesiva della libertà di iniziativa economica tutelata dalla Costituzione, “con conseguente mancato rispetto degli obblighi internazionali di incremento di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili”.
In giudizio si sono costituite sia Arpa che Via Capruzzi, ma il ricorso della Erg è stato ritenuto fondato. E, si diceva, ciò potrebbe riportare in pista tutte le decine di autorizzazioni affossate per lo stesso motivo.
