‘Ndrangheta, Operazione “Aemilia”: nei guai avvocato leccese

minerva

LECCE- Maxi operazione contro la ‘ndrangheta in Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Veneto, Calabria e Sicilia. Sono 117 gli arresti disposti dalla magistratura di Bologna. Altri 46 provvedimenti sono stati emessi dalle procure di Catanzaro e Brescia, per un totale di oltre 160 arresti. Tra i fermi anche un salentino. Si tratta di Benedetto Giovanni Stranieri, 52enne, avvocato di origini leccesi ma residente a Roma.
Per tutti le accuse sono di associazione di tipo mafioso, estorsione, usura, porto e detenzione illegali di armi, intestazione fittizia di beni, reimpiego di capitali di illecita provenienza, emissione di fatture per operazioni inesistenti ed altro. Tutti reati commessi con l’aggravante di aver favorito l’attività dell’associazione mafiosa.

L’avvocato leccese, per gli investigatori, avrebbe fatto pressioni su un magistrato della Suprema Corte, in merito alla decisione sull’ordinanza di carcerazione di un esponente di spicco del clan crotonese, Giovanni Abramo, condannato per l’omicidio di Antonio Dragone. La Cassazione annullò la sentenza ma al momento la Procura non avrebbe elementi utili per accertare se il rinvio avvenne proprio per le presunti pressioni ricevute. Inoltre, stando alle indagini, sembra che l’avvocato abbia stretto rapporti con il boss di Cutro Nicolino Grande Aracri.

 

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