BARI- Stop allo sbancamento delle dune, fenomeno tristemente noto soprattutto nella zona di Porto Cesareo. Il Consiglio regionale ha dato il via libera all’unanimità alla legge che prevede l’inasprimento delle pene per chi danneggia gli habitat delle zone costiere protette. Si va dal risarcimento economico, già previsto da legge statale, alla revoca delle concessioni per i titolari di stabilimenti che deturpano il paesaggio per propri fini. Quella approvata dall’Aula e presentata dal governatore Vendola e dagli assessori competenti Barbanente e Di Gioia – quest’ultimo ha annunciato anche modifiche all’ordinanza balneare di concerto con i comuni – è stata una delle tre leggi in tema paesaggistico accolte dal favore unanime dei consiglieri. La seconda mira a valorizzare il patrimonio industriale archeologico, come quello dei tabacchifici, delle distillerie, degli ipogei di grandissimo valore ma abbandonati e in attesa di riqualificazione.
L’Aula ha approvato anche l’ordine del giorno che chiede al governo centrale di reperire i 250milioni di euro vitali per le ditte dell’indotto Ilva, la proroga dei termini per poter scongiurare la chiusura di 163 pozzi di approvvigionamento dell’acquedotto la maggior parte dei quali nel Salento e la verifica delle acque del Pertusillo dopo la paventata contaminazione da idrocarburi.
Scelti anche i tre grandi elettori che dovranno rappresentare la Puglia nell’elezione del Capo dello Stato: il presidente Vendola, Romano Pd e Ruocco, Forza Italia.
Ritirato invece l’ordine del giorno per chiedere al Parlamento di cancellare il reato di diffamazione a mezzo stampa. Per l’opposizione è opportuno un approccio punitivo per giornali e testate. Tanto è bastato per ritirare l’ordine del giorno. Ma stretto giro è arrivata la pesante replica del sindacato dei giornalisti: il consiglio regionale della Puglia ha perso un’occasione – ha detto – il presidente dell’Associazione della stampa della Puglia, Raffaele Lorusso.
“Nonostante buona parte della classe politica, sia scesa in piazza per manifestare per la libertà di espressione facendo proprio lo slogan #jesuischarlie, e nonostante la proposta di legge attualmente in discussione in Parlamento sia un tentativo di rendere più difficile l’esercizio del diritto-dovere di informare i cittadini incentivando le richieste di risarcimento temerarie e trasformando il diritto di rettifica in una sorta di gogna mediatica, i consiglieri regionali della Puglia, al pari della quasi totalità dei loro colleghi parlamentari, non hanno letto il Rapporto Onu sulla libertà di stampa in Italia. Se lo facessero (non è mai troppo tardi) – conclude – si renderebbero conto che l’Italia occupa soltanto il 49esimo posto nel mondo per la libertà di stampa e che i bavagli che sognano di introdurre, farebbero scivolare il nostro Paese ancora più in basso”.