LECCE- Anche le città del salento vogliono diventare “smart”: letteralmente vuol dire “furbo, abile, acuto”. È una parola che parla di futuro imminente e si traduce, in economia, con il puntare tutto sull’innovazione. Le imprese lo stanno già facendo: lo dice un’indagine del centro studi di Confartigianato imprese puglia, che si basa sui dati forniti da unioncamere-infocamere. Sono le imprese che investono in infrastrutture di comunicazione tradizionali e moderne, “assicurando uno sviluppo sostenibile ed un’alta qualità della vita, oltre ad una buona gestione delle risorse naturali, attraverso l’impegno e l’azione partecipativa”.”Vita intelligente”: a Lecce vi puntano 759 imprese; a Brindisi 432; a Taranto 778. “Ambiente intelligente”: a Lecce 449; a Brindisi 291; a Taranto 540.”Mobilità intelligente”: a Lecce 220; a Brindisi 107; a Taranto ben 248.
Ma si punta anche alla “gente intelligente”, la “smart people”. Scarseggiano le imprese che sviluppano “economia intelligente”: a Lecce 16, a Brindisi 14, a Taranto 7. “Quello “smart” è un ambito altamente appetibile -commenta il presidente di Confartigianato imprese Sgherza- in questo periodo storico solo la smart innovation e l’internazionalizzazione sono in grado di garantire competitività e la salvaguardia di accettabili livelli di profitto”.