Università islamica: ultimatum al 31 dicembre. Paladini: “Ok dalle istituzioni o cambiamo città”

LECCE- Che la trattativa per l’acquisizione e la trasformazione dell’ex manifattura tabacchi di via Birago sia ormai sfumata è un dato di fatto. Dopo uno scambio di lettere tra la Red srl, proprietaria dell’immobile e l’avvocato Claudia Blandamura, legale della Confime, la società ha improvvisamente cambiato idea, dice Giampiero Khaled Paladini. Un passo indietro che gli interessati definiscono un volta faccia in cui a perderci sono solo loro.
“Ma ora la questione è archiviata , dice il principale promotore del progetto, altri due possibili siti sono stati individuati ( al momento top secret per evitare passi falsi), si tratta solo di scegliere. Ora tocca alla città dirci, dice Paladini, se ci vuole oppure no. In ballo ci sono milioni di euro pronti per essere investiti ed una visibilità internazionale che non ha precedenti. Per questo a breve partiranno una serie di incontri con la società civile e le istituzioni, perché, è questo che ci interessa. Vogliamo un territorio che sia con noi, che comprenda l’importanza di un progetto che in città porterà cultura, denaro, opportunità”.

La campagna “1 milione di barili in nome di Allah” lanciata per finanziare la nascita dell’università e il suo sostentamento è già partita con tante adesioni. I paesi arabi finanzieranno il progetto con l’oro nero. L’università islamica sarà aperta ai giovani che arriveranno dal mondo intero, ma sarà a numero chiuso. 

 

 



 

 

Nel frattempo, durante l’approfondimento di TRNews Talk, l’assessore Martini ha risposto dicendo di essere disponile ma al tempo stesso ha sottolineato il fatto che il signor Paladini non ha mai chiesto un incontro formale:

 

 

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