LECCE- Prima al Senato ed ora in Commissione affari Costituzionali della Camera dei Deputati, Pierluigi Portaluri, docente di diritto amministrativo e costituzionale bacchetta la Riforma delle Istituzioni voluta dal Governo Renzi.
Per il costituzionalista salentino, il ruolo che spetterebbe al Senato, in quanto composto da soggetti rappresentativi solo delle istituzioni territoriali, rischia di esser più vicino al ceto politico regionale che alla collettività delle varie regioni italiane. Non ultima l’analisi anche sugli aspetti problematici collegati alla riscrittura del Titolo V della Costituzione, che regola il riparto di competenze fra Stato e Regioni.L’assetto attuale è molto insoddisfacente, perchè non chiari i limiti del potere legislativo dello Stato rispetto a quello regionale.
La riforma proposta da Renzi e oggi in discussione non apporta secondo il prof. Portaluri un miglioramento del sistema, poichè non incide in modo energico sul disegno territoriale italiano, conservando l’attuale modello fondato su Regioni di estensione troppo ampia e dunque di difficile governabilità
Norme molto vaghe e imprecise, per cui abbastanza facile prevedere che si creeranno notevoli contenziosi innanzi alla Corte costituzionale. Questo profilo negativo particolarmente evidente per due materie che interessano molto la Puglia e il nostro Salento, quali l’Urbanistica e la tutela del paesaggio: non è infatti chiaro dove termini la competenza dello Stato e inizi quella della Regione il che, conclude il Prof. Pierluigi Portaluri, causerà molte incertezze che si ripercuoteranno sui livelli di protezione e promozione del nostro territorio.