BRINDISI- Dopo tanti anni e tanta esperienza capita di entusiasmarsi e vivere con passione un incarico che per molti suona come il lavoro di un curatore fallimentare. Per Cesare Castelli l’esperienza di commissario prefettizio nella provincia di Brindisi è stata un importante arricchimento in cui uomini, risorse e istituzioni si sono confrontati puntando sullo sviluppo di un territorio. Prima di Brindisi, c’erano state importanti esperienze come quella della gestione commissariale di Roma Capitale e dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria (sciolta per infiltrazioni mafiose), ma l’esperienza salentina è stata la più sentita. “Sono stati due anni intensi”- dichiara Castelli, non prima di ringraziare tutto il personale dell’ente con cui ha lavorato in grande armonia.
Non sono mancati i problemi e le grandi ristrettezze di una Provincia sempre più svuotata: ristrettezze che portarono Massimo Ferrarese a lasciare, proprio perché non aveva alcuna voglia di fare il “curatore fallimentare”. Eppure Castelli spiega che il ruolo di coordinamento e la capacità di unire enti, privato sociale e sindacati è ancora una funzione che può portare grandi vantaggi al territorio. “Si può fare molto utilizzando la funzione di ente di coordinamento – spiega il commissario uscente – mettendo attorno a un tavolo tutti i soggetti interessati, coivolgendo le associazioni private in progetti turistici che potrebbero portare occupazione e sviluppo”. Il nuovo presidente della Provincia di Brindisi, che verrà fuori dalle elezioni di secondo livello del 12 ottobre, potrà valorizzare quest’esperienza”.