Fitto il “disobbediente”

LECCE- Forse lo scontro tra Berlusconi e Fitto inizia già nel 2010 quando l’uomo di Arcore voleva candidata, alla presidenza della Regione Puglia, Adriana Poli Bortone ma Fitto scelse Palese. Poi la pace e la forte amicizia dopo il tradimento di Alfano.

Fitto si schierò apertamente con Berlusconi e questo lo ringraziò senza comprendere che ambiva, almeno, alla segreteria nazionale. Da allora, invece dell’amore, scoppiò la guerra con la strategia berlusconiana molto simile a questa ultima fase. Ci spieghiamo meglio. Non appena Fitto dimostrò il forte interesse per un ruolo al vertice nazionale del partito, girando in lungo ed in largo per l’Italia, Berlusconi rispose con la nomina di Toti già direttore dei telegiornali Mediaset.

La sua contromossa, cioè quella di Fitto, fu: vediamo chi è più forte e sfidò Berlusconi, e lo stesso Toti, candidandosi alle europee. Questa è storia recente con il più forte risultato in assoluto conseguito dall’ esponente salentino che però, a maggio, riuscì a coagulare anche altro malcontento forse oggi leggermente affievolitosi, almeno relativamente ad alcuni esponenti di primo piano in Italia. Così come quando Fitto pretendeva la segreteria nazionale Berlusconi nominò in poche ore Toti, oggi dopo lo scontro in ufficio di presidenza, fiorisce il papabile presidente della regione Campania.

Fitto non si arrende, sarebbe in questo momento il più grande errore, e incrementa la strategia della disobbedienza, non tacendo, come Berlusconi ha ordinato, e partecipando in tutte le trasmissioni televisive possibili da Fazio al nuovo Ballarò. Fitto rimprovera al capo di dover discutere negli organismi, prima decidere l’ appiattimento sul governo Renzi, ma al diktac di Silvio, Raffaele reagisce presenziando e disobbediendo…come finirà sarebbe difficile prevederlo malgrado l’uno, come già detto nei giorni scorsi, possa aver bisogno dell’altro ma il caso Puglia insegna anche altro… vedi frizioni con Mantovano, Poli e Quagliarello…

 

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