FRANCAVILLA FONTANA- “In carcere non mi danno le medicine che mi servono per stare bene, soffro di patologie molto gravi, che sono documentate. Mi dicono che le medicine che mi servono non le hanno. Per questo sto facendo lo sciopero della fame”. Lo ha dichiarato nell’aula in cui si è celebrata la prima udienza di un processo a suo carico, Giancarlo Capobianco, ex imprenditore di 50 anni, di Francavilla Fontana, imputato con altri 3, per porto trasporto, detenzione, traffico illegale di armi clandestine, comuni e da guerra nonché di ordigni esplosivi, come bombe a mano, e ricettazione.
Capobianco è ritenuto un riferimento della Scu mesagnese per Francavilla. Secondo quanto gli viene contestato nel processo in corso avrebbe acquistato per 20.000 euro un arsenale da mettere a disposizione del clan in cui c’erano anche kalashnikov e bombe a mano. E’ in sciopero della fame da una settimana.