LECCE- Avrebbero dovuto essere giorni di formazione al di là delle aule universitarie. Invece, il periodo di tirocinio si è trasformato in un incubo per una studentessa salentina di 21 anni, che ha denunciato il suo tutor per presunte molestie. Nei guai finisce un operatore sanitario della Asl di Lecce, per il quale l’azienda ha già avviato il procedimento disciplinare.
Il paradosso è che la struttura in cui gli episodi sarebbero avvenuti è, neanche a farla apposta, il Consultorio specializzato Interdistrettuale su Maltrattamento Abuso e Violenza. I fatti risalgono a giugno scorso e si sono protratti fino agli inizi di luglio. La tirocinante avrebbe dovuto imparare a progettare interventi sui minori, ma sin da subito ha avvertito un interesse particolare nei suoi confronti. Carezze sul volto e appellativi poco professionali, come “ciccina” e “timidona”, hanno lasciato presto il posto ad altro, almeno stando alle accuse, tutte, ovviamente, è bene precisare, in corso di accertamento.
Durante un lavoro da svolgere al computer, sotto sua dettatura, il soggetto avrebbe cercato con insistenza un contatto fisico con la ragazza, arrivando ad accarezzarle la coscia, sfiorando con la mano i glutei e stringendole i fianchi.
Dopodiché, quando la studentessa ha comunicato che si sarebbe assentata, il tutor le avrebbe intimato aggressivamente di andarsene e non ripresentarsi più.
Lei, alla fine, d’accordo con l’Università, ha continuato il suo percorso formativo altrove, ma ha anche deciso di raccontare il tutto in un lungo e dettagliato esposto, denunciando il tutor per la sua inadeguatezza, per l’abuso di autorità, a maggior ragione in una struttura preposta alla lotta contro la violenza e il maltrattamento.