LECCE- Il braccio di ferro tra Asl e sindacati c’è e il nodo resta ancora totalmente da sciogliere: a fine mese scadono i contratti dei lavoratori a tempo determinato e per gli operatori sociosanitari si profila un cambio di passo da alcuni contestato e da altri auspicato. In sostanza, la fine dei rapporti di lavoro attualmente in essere per poter scorrere la graduatoria e assumere gli altri in attesa. Ma non è affatto così semplice.
Ciò che appare certo, al termine della riunione della delegazione trattante avutasi in mattinata negli uffici dell’azienda sanitaria, è che gli infermieri precari vedranno prorogati i loro contratti in scadenza fino a fine anno. Per gli Oss e gli Ota, come gli autisti, invece, la Asl si è riservata di decidere il prossimo martedì. Per loro, come si diceva, quel che è stato proposto è la non conferma dei contratti in corso e la sostituzione degli operatori ora impiegati con gli altri che attendono una chiamata e che popolano la parte bassa della graduatoria stilata nel 2010.
La differenza sta nel fatto che, mentre per gli infermieri è già pronto il bando per la mobilità, per gli Oss si dovrà attendere ancora un po’. “Per noi è una disparità di trattamento – tuona Silvio Cataldi della Cgil -. La proroga sia per tutti o per nessuno”. Sposa, invece, la tesi della Asl Dario Cagnazzo della Fsi: “Non si può continuare con gli stessi Oss, perchè il primo contratto di sei mesi è già stato rinnovato, mentre gli altri aspettano ancora a bocca asciutta e hanno lo stesso diritto di ruotare”. Come hanno fatto, tra l’altro, i primi cinquanta in cima all’elenco, prima impiegati nel trasporto oncologico e poi transitati nell’assistenza domiciliare integrata.
Il vero problema è in ciò che la stessa Regione prevede: i contratti precari possono essere prorogati fino a un massimo di tre anni. Ma chi è in coda continua ad aspettare e sperare. Anche loro senza tutele.