BARI- Il clima, di per sé caldo in queste ore ferragostane, si arroventa nel centrodestra dopo le dichiarazioni di Massimo Ferrarese, plenipotenziario salentino di NCD, che chiude alle primarie per la scelta del timoniere dello schieramento moderato programmate per il 23 novembre, consultazioni fortemente volute da Forza Italia e sostenute a varie tinte e gradazioni da Fratelli d’Italia, La Destra, Puglia prima di tutto, Movimento Regione Salento, Movimento Schittulli e Nuovo PSI.
“Di fatto Forza Italia dice a Nuovo centrodestra, partecipate alle primarie e Venite a perdere”, aveva affermato Ferrarese, puntando il dito contro quella che ritiene essere una scelta muscolare da parte degli azzurri, una prova di forza che “ignora la richiesta di pari dignità” avanzata dagli alfaniani. “Se continuassero per questa strada – aveva puntualizzato l’ex presidente della ptovincia di Brindisi – si assumerebbero la responsabilità di obbligarci a compiere qualsiasi scelta”.
La reazione degli azzurri non si è fatta attendere con i forzisti che scelgono di rispondere agli esponenti del partito guidato dal ministro dell’Interno stringendo in una mano un ramoscello d’ulivo e nell’altra uno spillo con cui non mancano di pungere.
Il vice capogruppo vicario di Forza Italia in Regione, Saverio Congedo, afferma che “sorprende non poco la posizione del nuovo centrodestra, giacché la formazione di Alfano ha sempre fatto delle primarie a tutti i livelli un punto qualificante del proprio impegno. Auspico che quella di Ferrarese – conclude Congedo – sia una dichiarazione superabile dalla ripresa del confronto tra tutte le forze moderate”.
Gli fa eco il consigliere regionale azzurro Luigi Mazzei, che dice: “NCD nelle ultime amministrative al Comune di Bari ha lamentato la necessità di primarie per l’individuazione del candidato sindaco. Ora l’arroccamento su posizioni opposte ora degli amici di NCD risulta ai più incomprensibile o ancora peggio pretestuoso. L’appello che mi sento di fare è quello di stare insieme – sottolinea Mazzei – sapendo che le primarie sono un occasione imperdibile per confrontarsi. Forza Italia non ha messo ancora nessun candidato in campo proprio per agevolare questo percorso ricercando il dialogo. Ed è da lodare il coraggio e la voglia di mettersi in gioco messa in campo da Schittulli, che ha offerto la sua felice esperienza di Presidente della Provincia di Bari alla coalizione.
Altrettanto dovrebbero fare gli amici di NCD – chiosa il consigliere regionale azzurro – mettendo un loro candidato in campo o sostenendo lo stesso Schittuli, o un’altra figura che ritengano un valore aggiunto. Sul fronte progressista, voci di corridoio intercettate nelle stanze del PD riferiscono che la neo europarlamentare Elena Gentile, reduce da un confronto con Pippo Civati la scorsa settimana, ancora non avrebbe del tutto accantonato l’ipotesi di scendere in campo alle primarie del 30 novembre (a dispetto dei numeri imposti dal regolamento), rappresentando di fatto la terza carta democratica dopo Michele Emiliano e Guglielmo Minervini, ai quali si affianca il portabandiera di sinistra ecologia e libertà, Dario Stefano.
Gentile ritiene che un pezzo significativo di PD non abbia rappresentanza con Emiliano e Minervini in campo. La sensibilità dell’assessore regionale sarebbe indubbiamente affine, ma l’ex titolare della Salute della Giunta Vendola rimprovererebbe a Minervini, su tutto, il sostegno a Renzi in sede di congresso. Della serie: “Caro Guglielmo, se di fatto incarni una certa anima vendoliana non puoi aver sostenuto il premier”. Fra i sostenitori di Gentile alle europee non tutti sono convinti dell’opportunità di questa opzione, ancor più alla luce del suo recentissimo approdo a Bruxelles. Che dire, Ferragosto caldo sotto il cielo della politica regionale? No, bollente.