LECCE- Forza Italia cerca di mandare avanti il suo tavolo di coalizione tenendo aperta la porta agli alfaniani. “Se arriveranno dei segnali positivi contrari a quello che è successo lunedì, ne prenderemo atto, ma i fondamentali della coalizione e delle primarie sono già stati decisi”- spiega Antonio Distaso, coordinatore regionale di Forza Italia. I forzisti hanno il sospetto che gli alfaniani stiano giocando su due tavoli e ora vogliano solo prendere tempo.
“Non ci siamo seduti a nessun altro tavolo: spero che non vogliano spingerci a farlo. Rimaniamo invece disponibili al dialogo, se ci riconosceranno la giusta dignità” – spiega Massimo Ferrarese, coordinatore regionale del Salento. C’è anche un altro nodo da sciogliere: l’Udc strizza l’occhio a Emiliano, ma nello stesso tempo dovrà federarsi con il Nuovo Centrodestra. Quando nascerà la federazione, non è chiaro in quale modo verranno amalgamate le due anime: quella che vuole andare a destra e quella che vuole stare con Emiliano.
Tra i forzisti, c’è chi insiste con gli appelli agli alfaniani. “Sono certo che eventuali differenze possano essere colmate col dialogo e, appunto, con il confronto serio e costruttivo”- dichiara il senatore forzista Iurlaro -. Se gli amici di Ncd continuano, legittimamente, a rilevare la loro importanza all’interno della futura coalizione, è pur vero che da Forza Italia e da tutte le forze politiche di un’area che si pone come alternativa alla sinistra è forte il desiderio di comprendere appieno quelle che sono le reali intenzioni del partito alfaniano a livello regionale e, con focus puntato sul territorio brindisino, anche provinciale. Una volta superato questo step, di certo non banale, spero che Ncd possa riconsiderare la propria posizione sul tema delle primarie, ritenute a gran voce dagli elettori (lo dicono i dati sull’affluenza registrati su tutto il territorio nazionale e in particolare in Puglia) uno strumento ormai fondamentale per tutta l’aria di centrodestra. Nessuno escluso”.
Il centrodestra si gioca un’importante partita sulle alleanze: perdere una parte dei moderati significa rischiare l’ennesima sconfitta. Intanto, per le primarie, oltre al professore Schittulli già in campo, ai nastri di partenza ci sono Marmo e Silvestris. Qualcuno ha intenzione di puntare anche su una candidatura brindisina: quella di Ciracì. Vitali, però, spiega che non serve a niente mettere un candidato per ogni provincia e che a questo punto il candidato più autorevole in campo è Schittulli. “Se Fitto scendesse il campo, avremmo molte più possibilità di unire il centrodestra senza fare le primarie: con lui risolveremmo tutto”- sostiene il coordinatore regionale di Brindisi.