Auto crivellata di colpi di pistola, a bordo anche due bimbi: ferita una donna

CARMIANO–Un agguato sanguinoso mentre la famiglia, padre, madre e due bambini di 3 e 5 anni percorreva la Carmiano-Campi Salentina, strada a quell’ora, quasi del tutto vuota. Si è consumato senza testimoni il gravissimo fatto di sangue avvenuto a mezzanotte circa al confine tra le province di Lecce e Brindisi. Chi ha sparato contro l’auto sulla quale la famiglia viaggiava lo ha fatto fuggendo poi indisturbato. A pagarne le conseguenze è stata la donna, seduta sul lato passeggero: è arrivata in ospedale al Perrino di Brindisi , con una ferita d’arma da fuoco alla spalla. È stata operata e i medici le hanno estratto un proiettile calibro 9.

Anche l’auto, una Opel Astra, era crivellata di colpi. E’ stata sequestrata dai carabinieri di Campi Salentina che ora stanno conducendo le indagini.  Una sparatoria quindi c’è stata . Dove di preciso, e a che ora, rimane da verificare perché la ricostruzione dell’accaduto si basa, per ora, solo sul racconto del capofamiglia: Antonio Rizzello, 24 anni , già noto alle forze dell’ordine. Se di agguato si è trattato è possibile che nel mirino ci fosse lui.

Ma questo è tutto da verificare. Ci sono infatti molti punti che ai carabinieri non tornano. Innanzitutto circa due ore e mezzo di buco tra la sparatoria e l’arrivo al Perrino di Brindisi: cosa è successo in quel lasso di tempo? E poi: perché Rizzello ha deciso di portare la donna, sanguinante, sino a brindisi, quando avrebbe potuto invece raggiungere in meno tempo, l’ospedale di campi salentina o quello di S. Pietro Vernotico?

La famiglia vive a Torchiarolo. Lui, originario di Bari, è residente a Manduria, ma domiciliato nel comune brindisino insieme alla famiglia. Lei ha 23anni ed ha origini rom.  I due bimbi sono in tenera età. Sono rimasti illesi, erano in auto, ma non sono stati raggiunti dai proiettili.  La donna guarirà , dicono i medici, in 10 giorni.

Rizzello non ha saputo fornire alcun dettaglio sugli autori dell’agguato. Erano su un’auto, di sicuro, ed hanno sparato da lì , ma il modello non ha saputo riconoscerlo.  Se l’agguato fosse accertato si tratterebbe di un fatto di sangue gravissimo nel quale , ancora una volta, hanno rischiato di andarci di mezzo due creature innocenti. Ricorda da vicino la strage di Palagiano del 17 marzo scorso, quando un commando uccise il pregiudicato e detenuto in semiliberta’ Cosimo Orlando, di 43 anni, la sua compagna Carla Maria Fornari, di 30, e il piccolo figlio della donna, Domenico, di soli due anni e mezzo.  Saranno le indagini dei carabinieri ad accertare cosa sia realmente accaduto.

 

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*