TREPUZZI- L’appello a non abbandonarli, a salvare l’azienda in cui hanno lavorato per anni, stavolta lo lanciano occupando il municipio di Trepuzzi. Seduti ai banchi dell’aula consiliare ci sono loro: gli operai Omfesa, Officine meccaniche e ferroviarie del Salento.
85 persone, 85 famiglie in bilico, che si chiedono come sia possibile che l’azienda abbia avuto, in passato, commesse da 30 milioni di euro e oggi sia fallita, allo sbando come le loro vite.
Dopo la marcia indietro della società romana Assifer, che aveva manifestato interesse per risollevare le sorti di Omfesa, ma poi ha ritenuto che non le sarebbe convenuto, un consorzio di imprese pare si sia fatto avanti nei giorni scorsi per affittare parte dell’azienda. Però senza garantire il mantenimento di tutti i lavoratori.
Fim, Uilm e Fiom sono con loro e rivolgono l’ennesimo appello ai parlamentari salentini perchè la vertenza venga ripresa in mano e seguano azioni concrete.