Casa di riposo e centro per disabili, il regalo della Bcc ai leveranesi

LEVERANO- Il sociale è uno dei pilastri del vivere comune. Partendo da questo concetto, la Banca di Credito Cooperativo di Leverano ha realizzato un progetto di ampio respiro, presentato ufficialmente nei giorni scorsi. Una casa di riposo per anziani ed un centro diurno per disabili sono stati consegnati al territorio nel corso della cerimonia di inaugurazione avvenuta alla presenza delle istituzioni, dei rappresentanti degli istituti di credito, con ospiti illustri come i giornalisti Michele Cucuzza e Attilio Romita.
Si chiama “Mai Soli”, e sorge nel cuore di Leverano, in Piazza Pertini. L’edificio, viola e giallo, è circondato da un’ampia zona verde. Dotato di camere luminose, ambulatori confortevoli e spazi dove poter condividere il quotidiano, il centro è stato interamente realizzato grazie agli utili accantonati ed non utilizzati dai soci cooperatori, che hanno voluto donare al territorio una struttura all’avanguardia.

Dopo la benedizione di Mons. Domenico Caliandro, il centro diurno è stato affidato alla onlus “Anffas”, mentre la casa di riposo ad una cooperativa sociale formata dai soci della stessa Bcc, promotrice dell’iniziativa.

“E’ un progetto che avevamo ion mente da tempo” spiega ai nostri microfoni il Presidente dell’istituto di credito, Lorenzo Zecca che aggiunge “Con questa opera si pongono le basi del grande progetto di solidarietà della Banca di Credito Cooperativo di Leverano”.

L’augurio, continua il presidente Zecca, è che questo gesto possa divenire d’esempio anche per la nascita di altre realtà sociali e di servizio al fine di rendere veramente tangibili i concetti di mutualità, solidarietà  e sussidiarietà che sono i principi fondanti del movimento cooperativo e del credito cooperativo in particolare. Un modo nobile e utile per festeggiare i 61 anni di attività bancaria”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il sindaco di Leverano, Giovanni Zecca. Secondo il primo cittadino, il progetto avrà un impatto interessante sul territorio. “La solidarietà” spiega “è da sempre il miglior modello da seguire”.

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*