BARI- L’unanimità in uno spazio politico ampio, è noto (e anche fisiologico), può durare per un periodo limitato, molto limitato. Così è successo per il PD di Puglia, formalmente stretto attorno al suo uomo forte Michele Emiliano nel passaggio del congresso regionale, e oggi, era inevitabile, alle prese con una fronda solo in apparenza silente nel periodo dell’assise che ha portato il sindaco di Bari al timone dei democratici pugliesi.
Oggi il guanto di sfida a Emiliano, lanciato da una minoranza trasversale rispetto alle componenti nazionali del partito, assume il volto dell’assessore regionale alla Salute, Elena Gentile, donna di scuderia civatiana nella competizione per la conquista dello scettro di segretario nazionale, e oggi alla testa di un fronte con venature dalemiane.
Gentile, infatti, tesse la tela con parte dei fedelissimi dell’ex premier di Puglia e Campania (in particolare con il deputato napoletano Massimo Paolucci) puntando a ridimensionare lo strapotere del sindaco di Bari, anche e soprattutto in proiezione regionali. Emiliano incassa ma, si sa, avrebbe preferito al suo fianco la vice segretaria Sandra Antonica, per mettere in sicurezza un blocco di consenso privo di voci dissonanti.
Gentile, dal canto suo, ha dovuto trattare non poco con Nichi Vendola per ottenere il disco verde all’eurocandidatura; l’accordo col governatore è stato raggiunto sulla base di una condizione non derogabile: la titolare della delega alla Salute non potrà permettersi distrazioni di sostanza dettate dagli impegni di campagna elettorale lasciando sguarnito l’assessorato, notoriamente casella delicatissima nell’economia della gestione di un governo regionale.
Il quartetto di candidature democratiche in quota Puglia, nella circoscrizione SUD, dovrebbe prevedere oltre a Emiliano e Gentile, il salentino Stefano Minerva, responsabile del Mezzogiorno per la segretaria nazionale dei Giovani democratici, e probabilmente un nome tarantino. Gentile in ticket con Emiliano, quindi: a giochi (quasi) fatti il ras del PD pugliese ormai sa bene che il fuoco amico non sarà meno pericoloso della concorrenza degli avversari di centrodestra.