LECCE- Somme di denaro in cambio di alloggi popolari, in barba a qualsiasi tipo di graduatoria. Appartamenti dello Iacp nelle zone 167 A e B di Lecce non assegnati secondo legge, ma come dire, “venduti” in cambio di denaro a soggetti che non ne avrebbero avuto alcun diritto. Accuse pesanti che in questi giorni cadono come un macigno sulle persone, e non sono poche, finite nel mirino delle indagini del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Lecce e coordinate dal procuratore aggiunto Antonio De Donno.
Indagini che ora stanno arrivando al capolinea dal momento che in quest’ ultime ore pattuglie di finanzieri hanno raggiunto uffici e abitazioni di indagati, soggetti per i quali si ipotizza a vario titolo l’accusa di corruzione e abuso d’ufficio.
La maggior parte impiegati dello Iacp, l’istituto autonomo case popolari, che gestisce gran parte degli immobili.
I finanzieri sono a caccia delle prove, documenti cartacei e non, che attesterebbero questo scambio illecito di favori non da poco: l’occupazione abusiva di appartamenti lasciati liberi ad esempio da persone defunte. Soggetti quindi, che per la loro posizione , avrebbero avuto un quadro chiarissimo della situazione, conoscendo perfettamente la disposizione degli appartamenti e dei relativi occupanti. Gli stessi che si sarebbero successivamente occupati, naturalmente in cambio di denaro, di regolarizzare la posizione degli abusivi.
Il tutto con escamotage diversi: per compiere un balzo in avanti in graduatoria bastava camuffare la dichiarazione dei redditi necessaria per la domanda e quindi dichiarare somme irrisorie.
Un’inchiesta che va avanti da diversi mesi, nata sulla scorta di una serie di esposti arrivati in procura e sulla quale pm e finanza hanno deciso di vederci chiaro. Decine le famiglie che avrebbero beneficiato illecitamente degli alloggi, scavalcando di fatto gli aventi diritto, in coda ormai da anni ed anni.
Mariella Costantini