Riciclaggio di auto di lusso dalla Francia all’Italia: 8 arresti e 53 denunce

TARANTO – All’alba, il personale della Squadra di Polizia Giudiziaria della Sezione Polizia Stradale di Taranto, in collaborazione con la Squadra di Polizia Giudiziaria del Compartimento Polizia Stradale per la Puglia, ha dato esecuzione a otto ordinanze di custodia cautelare a carico di altrettante persone residenti nelle provincie di Taranto, Lecce, Bari e Napoli.

Gli arrestati sono indagati per associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio e alla ricettazione di svariate autovetture di lusso, che avvenivano attraverso il metodo della “falsa nazionalizzazione”, apponendovi dati apparentemente genuini di vetture circolanti in Francia, per poi reimmatricolarle in Italia con l’utilizzo di documenti di circolazione estera contraffatti.

Identificata una organizzazione criminale stabilmente incardinata sul territorio jonico, che si ramificava in tutta la regione Puglia, la regione Campania e la regione Sicilia.

Sequestri e perquisizioni hanno determinato all’interno dell’associazione, momenti di tensione e preoccupazione tanto da pianificare la fuga in Germania di uno dei capi dell’organizzazione.

Sintomatico appariva il linguaggio criptato utilizzato dall’organizzazione, la quale ricorreva frasi in codice e dialettali del tipo: “evitiamo di attaccare la spina”, cioè evitare di fare la diagnosi elettronica al veicolo rubato; “fatt u’ fritto” facendo riferimento invece ai documenti stranieri che non potevano essere esibiti per nazionalizzare un veicolo di provenienza illecita perché grossolanamente falsi.

Denunciate a piede libero53 persone coinvolte a vario titolo nei reati di riciclaggio, falsità in atto pubblico, ricettazione e falsa attestazione del privato.

Nel corso delle indagini sono state sottoposte a sequestro sedici autovetture di alto valore commerciale e sono stati eseguiti sequestri di fascicoli di nazionalizzazione di autovetture di alta gamma commerciale presso le Motorizzazioni Civili di Napoli, Palermo e Lecce.

L’ammontare dell’illecito profitto ottenuto dalla struttura criminale è stato quantificato in circa un milione di euro.

 

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