Mercadante: “Contratti in scadenza? Vuoto normativo. Porte chiuse? Speriamo che le cose cambino”

Giuseppe Mercadante, direttore generale del Lecce (foto US Lecce, Anza e Marco Lezzi)

 “In generale il calcio senza spettatori non è calcio… nel caso nostro ancora meno, perché per noi è un fattore spesso determinante, per cui un Via del Mare vuoto è già un handicap, tra i fattori che condizioneranno negativamente la ripresa del campionato uno dei peggiori è l’assenza di pubblico”.

Queste le parole di Giuseppe Mercadante, direttore generale del Lecce, intervenuto via skype a Lecce Channel.

Inizierà così il nuovo corso del calcio in Italia, a porte chiuse, ed è un fattore importante che a quanto sembra è già sul tavolo dei ragionamenti, sperando che possa esserci una riapertura graduale al pubblico del pallone così come sta accadendo per i teatri e le discoteche:

Non si riesce a capire perché in un teatro ci si possa stare mente allo stadio all’aperto no; però posso dire che oggi in assemblea c’è stata una piccola apertura in questo senso, non escludo che più avanti qualora la situazione sanitaria lo consenta ci possa essere questa possibilità, anche con un sistema di turnazione laddove non sarebbe possibile fare entrare 20mila persone per noi senza assicurare il distanziamento… qualora sia possibile, noi faremo di tutto perché si possa realizzare, spero che da qui ad un mese con una situazione completamente diversa si possa rivedere il pubblico sugli spalti, ecco quella sarebbe una vera ripresa”.

C’è un nodo importante da sciogliere in questa ripresa che sembra veramente lasciata al caso e alla necessità economica di dover per forza scendere in campo e riguarda i contratti in scadenza ed i prestiti in scadenza:

Si è parlato anche di questo, anche se a mio avviso si sta trascurando un po’ questa questione, in realtà io ed altri colleghi ce lo siamo posto già questo problema nel momento in cui si è fermato il campionato perché automaticamente pensavamo a quando potesse riprendere. Diciamo che a livello di organi sportivi sia la Fifa che la Figc hanno affrontato il problema ed hanno dato delle soluzioni che però non possono imporre, chiaramente le Fifa non può travalicare le leggi nazionali e la volontà delle parti, così come la Figc per cui è vero che ci sono raccomandazioni stringenti, però la raccomandazione stringente lascia il tempo che trova. Ci sono due tipologie di situazioni, una del giocatore in scadenza e l’altra del giocatore in prestito dove le parti coinvolte sono tre, le due squadre e il calciatore; il fatto che il tesseramento o la stagione venga estesa al 31 agosto determina un allungamento del tesseramento ma non del contratto per il quale secondo me ci vuole qualcosa in più, per questo è pur vero che si parla di una stagione 2019-20 di 14 mesi, però c’è un vuoto normativo che va risolto a livello del sistema; l’intervento della Figc non è sufficiente, al momento se ne discute, da qui a breve la federazione qualche provvedimento lo adotterà, se poi avrà la sacralità o riceverà da più in alto una sacralità che può essere quella di una legge di un decreto che potrebbe risolvere il problema lo vedremo, altrimenti sarà lasciata alla volontà delle parti e temo che qualcosa di leggermente più preoccupante ci possa essere, guardo alla regolarità del campionato e dico che non sempre se si lascia alla volontà delle parti di possa raggiungere un accordo”.

Il Lecce si allena all’Acaya, finalmente tutti insieme dopo più di due mesi di distanziamento sociale:

I ragazzi stano bene hanno ripreso bene, anche mentalmente stanno bene, anche per molti di loro che non avevano famiglia qui è stato un momento di liberazione, ritornare a frequentarsi è stato positivo; sono un bel gruppo che ha piacere a stare insieme, è stato tutto positivo perché significava uscire dal tunnel della quarantena”.

Il peggio dunque è alle spalle, adesso bisogna sciogliere altri nodi importanti in attesa che un gol liberatorio avvicini il mondo del calcio alla normalità. Il primo avversario di questo nuovo inizio sarà il Milan, quel che accadrà lo scopriremo ma il boato di San Siro dopo il gol di Calderoni, nella gara di andata, è musica per le orecchie del popolo leccese.

M.C.

 

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