Calimera, arrestato il medico che ha picchiato l’anziano

CALIMERA- È stato arrestato nelle scorse ore Vincenzo Refolo, il medico 57enne di Calimera accusato di aver picchiato in strada, giovedì pomeriggio, l’86enne che si era recato nel suo ambulatorio per chiedere delucidazioni su una ricetta.  Il medico, ai domiciliari, era stato denunciato ieri per lesioni, ora la misura si è aggravata. Il video, che riprende interamente la scena, è diventato virale nel giro di poche ore. I carabinieri della stazione di Calimera hanno notificato l’ordinanza nel pomeriggio. E’ stata richiesta dal procuratore De Castris e dal sostituto Massimiliano Carducci e firmata dal gip Giulia Proto.

L’accusa è di lesioni personali aggravate dai motivi abietti e futili, approfittando delle condizioni personali della persona offesa, anziano e con evidenti problemi di deambulazione, con violazione dei doveri inerenti il pubblico servizio di medico curante di base. L’anziano aveva raggiunto lo studio per chiedere spiegazioni in merito ad una prescrizione medica per una visita ortopedica che avrebbe dovuto eseguire. I carabinieri sono arrivati sul posto pochi minuti dopo, allertati da alcuni testimoni ed hanno chiamato il 118. Il filmato è stato acquisito insieme alle dichiarazioni dei presenti. È stata formalizzata anche la denuncia della vittima.

Il giudice definisce l’aggressione “selvaggia” e la visione del video “a dir poco inquietante”. “Una violenza gratuita oltre che assurda- scrive il gip Proto- quella con la quale l’indagato si è scagliato sulla sua vittima anche quando era ormai a terra, inerme. Una violenza spropositata a fronte della semplice e banale insistenza di un paziente anziano che voleva solo una soluzione o un suggerimento”.

Secondo il giudice sussistono le esigenze cautelari per il pericolo di reiterazione dei reati. “Il soggetto- scrive- si deve ritenere privo di freni inibitori, incline a reazioni di inusitata violenza, e pericoloso, capace di ulteriori reati violenti contro la persona persino più gravi. Vi è inoltre il pericolo dell’inquinamento probatorio dal momento che avrebbe nell’immediato, chiesto ai presenti di non chiamare i carabinieri e di non dire nulla”.

 

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