“Nardò 2.0”, il futuro in pista: Porsche sposa il Salento

NARDO’- Non un punto di arrivo quel taglio. Perché quello sembra essere davvero, ora, il nastro di partenza. Segna il nuovo corso: “Nardò 2.0 is coming”, recita lo slogan scelto. Con l’inaugurazione della pista circolare e della pista dinamica completamente ristrutturate in appena sette mesi, Porsche lancia verso il domani il Nardò Technical Center: “passare da affitta-piste a un centro di ricerca e innovazione”.

Un investimento importante, 35 milioni di euro, che però sono il primo tassello di un piano di più ampio sviluppo strategico del centro prove, considerato da Malte Radmann, amministratore delegato di Porsche Engineering, “oggi più che mai una pietra miliare della strategia di sviluppo di Porsche e dell’industria automotive in generale”.

Non basterà, infatti, la ristrutturazione di una pista che è già la più veloce al mondo: servirà creare nuovi scenari simulati, anche di città, anticipare i tempi, per testare i veicoli che saranno sul mercato tra due o tre anni. “Porsche crede e investe a Nardò, ma vogliamo crescere insieme al territorio”, ribadisce il direttore generale Antonio Gratis, l’ingegnere salentino scelto per guidare il centro verso il futuro.

Porsche è approdata nel Salento nel 2012, rilevando il centro creato nel 1975 e rilanciandone il destino, cercando di colmare il gap di tecnologia che negli ultimi anni si era venuto a creare. E così si consolida anche il legame con i salentini che nel Ntc ci vedono un luogo straordinario. I numeri parlano di una realtà che viaggia a gonfie vele: in sette anni il fatturato è cresciuto da 17,7 a 30,6 milioni di euro l’anno; i dipendenti, circa cento, ora sono oltre 150; i clienti che giornalmente frequentano il luogo sono in media 370. La ricaduta sul circondario è nei fatti.

 

 

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