Scritte vandaliche sul muro della Chiesa di Santa Lucia. L’Arcivescovo: “gesto ipocrita”

QuattroStelle

LECCE – Sull’atto vandalico commesso ai danni della chiesa di Santa Lucia, indaga la digos. E’ accaduto nelle scorse ore, le pareti esterne della Chiesa leccese sono state imbrattate da scritte anti Tap e dal lancio di uova. Il gesto, ad opera di ignoti, con vernice spary contro “ i complici di tap” indigna anche l’arcivescovo di Lecce, mons. Michele Seccia “Opporsi e protestare – ha detto a qualche ora dal grave atto di vandalismo ai danni delle pareti esterne della chiesa di Santa Lucia in Lecce imbrattate con scritte contro il gasdotto Tap – contro chi vorrebbe deturpare per i propri interessi economici l’ambiente e la natura, patrimonio di tutti, e poi scagliarsi contro un edificio di culto che è un bene collettivo, un punto di riferimento per l’intero quartiere, un luogo di aggregazione che appartiene alla comunità, non solo è un controsenso e una vera e propria ipocrisia ma è il modo peggiore per far valere le proprie ragioni. Il vandalismo e la violenza non sono certo la più opportuna cornice a un dibattito sia pur vivace e particolarmente sentito dalla nostra popolazione”.Le vere lotte per la difesa di un diritto – prosegue Seccia – , qual è il rispetto dell’ambiente e della salute, sono battaglie di civiltà per questo non possono e non devono sconfinare in episodi contro il bene comune: rappresentano una contraddizione e creano ulteriori divisioni e grande disagio sociale; come se non bastassero già i drammi esistenti. L’ho ripetuto in altre occasioni: abbassiamo i toni e rifiutiamo con forza ogni forma di violenza. Scavalcare il limite della legalità pur nella consapevolezza di ribellarsi a scelte nocive per il benessere di tutti, rimane comunque un atto del quale dar conto non solo alla giustizia terrena ma anche a quella divina ”.Sulla vicenda del gasdotto – è il pensiero ricorrente dell’arcivescovo – ribadisco quanto già espresso fin dal mio arrivo nel Salento: ci saranno davvero benefici per questa terra e per la sua gente? Qualcuno dovrà pure spiegarlo alle popolazioni coinvolte da questa scelta. Mentre auspico – conclude Seccia – un immediato ritorno al dialogo e al sereno confronto tra le parti coinvolte perché si cerchino soluzioni, le più opportune, per il rispetto delle popolazioni e delle future generazioni ma anche per la salvaguardia di un ambiente, il nostro, troppo spesso turbato’ dalle esigenze dello sviluppo e del mercato, sono vicino e solidale con il parroco e con l’intera comunità di Santa Lucia in Lecce dopo i fatti della scorsa notte e spero tanto che l’episodio ai danni dell’edificio sacro possa essere l’ultimo di una serie tra quelli che stanno sfigurando la bellezza e il decoro della nostra città”.

 

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