Politica

Nencini celebra il Partito socialista italiano ma non risponde alle urgenze del Salento

BARI – E’ il segretario nazionale del partito e viceministro alle Infrastrutture, Riccardo Nencini, a celebrare a Bari, i 125 anni del Partito socialista italiano. Una doppia funzione che, però, non spinge il delegato del governo a rispondere alle emergenze del Salento. Niente argomenti che non siano di politica ci dice: “No no, non parlo di Infrastrutture. Solo politica oggi”.

Quanto alla politica, Nencini ha le idee chiare sul perché il centrosinistra abbia vinto a Taranto e Lecce. Effetto Emiliano? Nì. “Vedo anche altri due effetti – continua – che a Taranto si vince perché la lista socialista prende due consiglieri comunali. E a Lecce si vince perché il candidato sindaco del Pd, fa una alleanza, al secondo turno, con una lista nella quale c’erano i socialisti, identificata come lista civica di centro moderato. Ecco – conclude Nencini – io vedo cose concretissime di questo tipo che effetto straordinario che sta da un’altra parte”.

Il centrosinistra, oggi, ha continuato, deve ritornare ad ascoltare la gente, altrimenti il futuro sarà in salita: “O la sinistra torna a conciliarsi con il popolo – spiega il segretario nazionale del PSI – o la vedo molto dura”.

I socialisti, nella giornata di lavori hanno celebrato la storia lunga 125 anni. Bettino Craxi, si è detto, aveva trasferito in Europa la sua scelta riformista, ma non l’Europa di oggi, danneggiata, si è detto da un rigurgito massimalista. Concetto ribadito con maggiore forza e guardando all’Italia, anche dalla figlia del leader dei socialisti, Stefania Craxi. “Io – spiega – ho criticato il fatto che questa attuale sinistra, riparta da Berlinguer e non da Craxi. Dopo di ché, continuo a pensare che abbiano distrutto il nostro bagaglio materiale 25 anni fa, il partito, ma non abbiano distrutto il nostro bagagli ideale. Nessuno –  conclude – può impedirci di sperare che un giorno ritrovi una vera forma organizzata”.

Anche per Nencini ritrovare l’unità di un tempo è possibile. Inutili i nuovi tentativi di spostare l’argomento sui problemi del Salento. Peccato che un viceministro non ritenga importante quanto la indiscutibile celebrazione del socialismo, l’urgenza di dare risposte alle emergenze del Salento. “Neanche una breve risposta all’isolamento ferroviario del Salento” gli chiediamo. “Cerco di separare le due cose – ha concluso – oggi è un’altra cosa”.

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