Torna alla luce la cripta del Duomo, sorprese durante il recupero

 

LECCE- Sei mesi fa la chiusura al pubblico della cripta del Duomo di Lecce per lavori. Oggi il recupero, eseguito dalla ditta Marullo e costato 570 mila euro è finito e quel luogo ricco di storia e di mistero è ora restituito al pubblico. Oltre 200 mila euro arrivano dall’ 8 per mille, 146 mila dal comune di Lecce per oneri di urbanizzazione. C’ è qualche debito da colmare, ha sottolineato l’arcivescovo monsignor D’Ambrosio, ma ce la faremo, mentre il sindaco ha promesso impegno per il recupero dell’intera cattedrale.

Artefici del recupero l’architetto Fiorillo con progetto approvato dalla soprintendenza, l’ archeologo Mangia e tanti studiosi e operai che si sono trovati davanti sorprese incredibili, come le camere tombali piene di ossa. Si chiamano tombe scolatoio, gli antichi ossari di epoca romana dove sono stati trovati i resti di tanti bambini. Una è lunga addirittura 13 metri e attraversa il pavimento, somiglia ad una catacomba. Nella cripta sono racchiusi 2700 anni di storia, si arriva, con le mura, sino al periodo messapico. Completamente rifatto il pavimento, che si era gonfiato e aveva delle crepe: le 12 mila piastrelle in maiolica sono state rimosse, numerate per settori e rimontare esattamente nello stesso posto. Quelle rotte sono state rifatte da artigiani locali. Poi il consolidamento delle  98 colonne e dell’altare, sino alle tele restaurate dai Lions. La cripta sarà aperta alle visite, ma solo con prenotazioni on line per mantenere ordine e decoro, come si compete ad un luogo di culto.

 

 

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