Spesa farmaceutica fuori controllo, ma ai cittadini costa 96milioni di euro

BARI- E’ uno dei talloni d’Achille della Sanità pugliese. Al centro, negli anni, di moltissimi provvedimenti. Dei quali, però, nessuno ha prodotto risultati. Anzi. La situazione è nettamente peggiorata.
La spesa farmaceutica in Puglia è fuori controllo, tanto da attestare la Regione tra le prime 4 in Italia per inadempienza. Il tetto di spesa imposto dal Governo centrale è abbondantemente, e nuovamente, superato. I dati diffusi qualche giorni fa lo dimostrano in modo inequivocabile e hanno indotto, ancora una volta, l’assessore alla Salute in carica, questa volta Pentassuglia a immaginare una nuova linea dura per contenere le spese folli.

I numeri, si diceva, rendono il quadro molto più chiaro: la Puglia sfora il tetto dell’11,35% imposto da Roma di 1,3 punti percentuali in più. Che se detta così può sembrare poca allora tradotto in euro non lo è affatto. Dei 5.456.148.407 euro di Fabbisogno stimato per la Puglia, se ne spendono in realtà 68.062.663 in più, ovvero il 12,6%.

Un problema, questo, che ha portato all’introduzione del ticket sulle ricette farmaceutiche. In buona sostanza una misura punitiva nei confronti del cittadino. Un euro a ricetta che ha prodotto nel terzo trimestre 2014, un incasso per la Regione di 96 milioni 361mila euro. 96 milioni di euro pagati dai cittadini e che, tra l’altro, sono aumentati rispetto allo stesso periodo de 2013 quando i pugliesi versarono 90 milioni di euro per le ricette farmaceutiche. Dunque, nonostante il ticket, non solo il problema non è stato risolto ma è anche peggiorato. Le ricette prescritte sono state, infatti, 34.978.035, ovvero 1.147.185 in più dell’anno precedente.

 

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