Debiti Pubblica Amministrazione, è Taranto la più “virtuosa” del Salento

Debiti delle pubbliche amministrazioni con le imprese: secondo un monitoraggio di Confartigianato, la situazione è critica. Nel Salento, è la provincia di Taranto la più "virtuosa".

Francesco Sgherza

LECCE- Il deferimento arrivato dall’Unione Europea è un monito che arriva all’Italia da Bruxelles. La Pubblica Amministrazione è in ritardo con i pagamenti dei debiti alle imprese, messe in ginocchio, se possibile, ancora di più. Ma qual è la situazione nel Salento? A dircelo arriva il primo monitoraggio dei pagamenti dei debiti della P.A. stilato da Confartigianato. La Pubblica Amministrazione paga i suoi debiti. Lo Stato e la Cassa Depositi e Prestiti, infatti, mettono a disposizione le risorse per saldare le fatture ancora inevase.

«Ma gli enti locali devono effettuare i pagamenti», dice Francesco Sgherza, presidente di Confartigianato Imprese Puglia. Le operazioni di accreditamento delle somme dovute alle imprese procedono a rilento. Sono stati concessi, inoltre, «spazi finanziari» sul Patto di stabilità interno con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze. Sono stati anche disposti pagamenti diretti di debiti fuori bilancio da parte delle amministrazioni centrali e sono stati incrementati i rimborsi fiscali. Lo studio sullo stato di avanzamento dei pagamenti alle aziende creditrici è suddiviso per Regione, Province e Comuni.

Riguardo alle Province, Taranto ha liquidato, 14 milioni 992mila impegnando interamente gli spazi finanziari sul Patto di stabilità. Per Brindisi poco ci manca: spesi 12milioni 325mila sul totale di 12 milioni 526mila, pari al 98,4 per cento. A metà strada, invece, il percorso per la Provincia di Lecce che ha raggiunto la quota del 53,2 per cento (4 milioni 716mila su 8 milioni 862mila). Come Comuni che hanno chiesto «spazi finanziari» -e prendiamo in esame i capoluoghi di provincia- Brindisi li ha ottenuti per 6,8 milioni; Lecce per 12,4 e Taranto per 2,5.

Il Comune di Lecce ha ottenuto una prima tranche di 12 milioni che ha immediatamente elargito ai creditori, ed una seconda sempre da 12 milioni che resta ancora inevasa. Stesso discorso, più o meno, vale per Cursi, Martignano, Melissano e Squinzano (in provincia di Lecce) e per Pulsano e S. Giorgio Ionico (in provincia di Taranto), con ogni probabilità da addebitarsi alle lungaggini burocratiche.

«La situazione è ben lungi dall’essere rosea -dice Sgherza- I pagamenti nel termine di 30 giorni continuano ad essere un miraggio. Non è più tollerabile che la pubblica amministrazione disattenda impunemente quanto lei, per prima, esige dalle nostre imprese. Su questi argomenti Confartigianato non ha fatto né farà alcuno sconto».