Fu accusato di Mobbing dal dipendente comunale, archiviazione per l’ex sindaco Della Corte

Fu accusato di mobbing da un dipendente insieme al segretario e al direttore del Comune di Francavilla Fontana. ora, arriva l'archiviazione per l'ex sindaco Vincenzo della Corte.

tribunale

FRANCAVILLA-  Accusa di Mobbing al Comune di Francavilla, archiviata la posizione dell’ex sindaco Vincenzo Della Corte che, insieme all’ex direttore generale Giovani De Cataldo e al segretario generale Maria Antonietta Lupoli, si era ritrovato in una indagine avviata dopo le accuse lanciate al trio dal dipendente pubblico Vito Schiavone.
Per Della Corte, difeso dagli avvocati Di Noi e Andrisano, il pm Valeria Farina Valaori (lo stesso magistrato che indaga sulla questione farmacie e sulle ricette firmate dal sindaco medico nello studio del fratello) aveva già chiesto l’archiviazione, ora messa nero su bianco dal Gip del tribunale. L’inchiesta era scaturita da una querela sporta da Schiavone, dipendente dell’ente municipale francavillese dal 1988, assistito dall’avvocato Pasquale Fistetti. Inquadrato nella categoria B1, con le mansioni di messo notificatore di ruolo, il dipendente sostenne – con l’avallo del pm – di avere subito “numerosi e ingiustificati atti di discriminazione, dequalificazione e umiliazioni in ambito lavorativo”.

Fra le presunte vessazioni denunciate, quella d’essere stato costretto a lavorare usando la propria auto e a proprie spese, senza che gli venissero riconosciuti a differenza degli altri dipendenti, né il lavoro straordinario né il premio produttività. Di più, l’apparato burocratico dell’ente avrebbe rallentato l’istruzione della pratica per il riconoscimento della causa di servizio, a seguito di un infarto subito il 16 maggio 2009.

Dopo il malore, destinato a ripetersi, Schiavone sarebbe stato affidato a un servizio esterno all’ufficio notifiche, incompatibile (per il pm) con le condizioni di salute precarie successive all’attacco di cuore. In un primo momento, l’accusa del pubblico ministero Valeria Farina Valaori poggiava quindi su un comportamento persecutorio degli indagati nei confronti del dipendente. Comportamento mai provato, come le accuse che, quindi, cadono. Il caso è chiuso.