La Regione annuncia la guerra ai Compro Oro, un giro d’affari miliardario

L'ultimo anno della legislazione regionale in corso, ripartirà dichiarando guerra ai Compro Oro. I cittadini vendono i propri ricordi per poter mangiare. Facciamo il punto su un giro d'affari miliardario che cresce ogni anno con alcuni consigli per non incappare in truffe

'Compro Oro'

BARI-  Dopo le sale gioco, il mirino della Regione punta dritto sui Compro Oro. Sarà questo l’obiettivo da cui ripartire alla ripresa dei lavori per l’ultimo anno del Vendola bis. Troppi, in Puglia, i punti vendita di quel tipo e dunque occorre regolarizzare le nuove aperture e la distribuzione sul territorio dei negozi stessi.

Certo non sarà semplice disciplinare una categoria così particolare. Il rischio è che i gestori di quei punti vendita urlino alla discriminazione visto che la compra vendita dell’oro, avviene, spesso in negozi anche non marchiati come Compro Oro. Ma tant’è.

Se il motivo che ha indotto il Consiglio regionale a dichiarare guerra alle slot machine è che il giocatore consuma tutti i suoi averi, scivolando nella povertà e trascinando con sé tutta la famiglia, quello che anima la lotta ai Compro Oro è il voler salvare persone, famiglie, redditi, oggetti cari e ricordi.

E questo spiega il proliferare incontrollato dei Compro Oro. Da quando la famigerata crisi è passata dall’essere il convitato di pietra delle famiglie al protagonista manifesto e pesante, sono tante le persone che trovano nella vendita dei propri beni l’unica via di fuga per mettere insieme il pranzo con la cena.

Ci si vende di tutto. Dalle bomboniere al bracciale, dalle spille agli orecchini e persino la fede nuziale. Segno della disperazione più assoluta. E i numeri confermano questo andamento.

In Italia i punti vendita Compro oro sono passati dai 20 mila del 2011 ai 30 mila del 2013. Come la percentuale di italiani che ricorre alla vendita degli ori. L’8% nel 2012 è cresciuto fino ad arrivare al 28% nel 2013. Il che è equivalso a un giro di soldi che è passato dai 6 miliardi del 2011 ai 9 miliardi nel 2013.

Attorno ad attività come queste sono nati indagini e controlli da parte di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza che spesso hanno scoperto un giro di riciclo di denaro sporco, di oro acquistato senza il rilascio di alcuna ricevuta e di gioielli fusi e trasformati in lingotti da custodire in casseforti svizzere.

Ben 16 sono i punti vendita che in Puglia e nel Salento sono stati chiusi per questi motivi.

Non tutti naturalmente sono truffaldini. E i consigli per riconoscere quelli onesti sono chiari: fidatevi di chi vi chiede il documento, di chi non svaluta o sopravvaluta l’oro; informatevi sulle quotazioni del giorno, chiedete più consulenze, pesate a casa i vostri gioielli e fidatevi di chi li pesa davanti a voi. E soprattutto non fidatevi mai di chi vi lascia andare senza ricevuta.