Distruzione armi chimiche siriane, Brindisi prima scelta per il trasbordo

Prima di essere distrutte, potrebbero transitare dal porto di Brindisi le armi chimiche di distruzione del regime siriano. La scelta spetta al governo che vede nel capoluogo adriatico la soluzione più adatta.

Porto Brindisi

BRINDISI- Prima di essere distrutte, le armi chimiche Siriane del regime di Bashar Al-Assad potrebbero fare tappa a Brindisi. Più che una voce, di certo un’indiscrezione svelata dal quotidiano online la Stampa.it che, dal proprio sito internet, svela le manovre del Governo chiamato ad individuare, tramite il ministro degli esteri Emma Bonino, un sito adeguato.
E ovviamente, la prima scelta sarebbe proprio il porto di Brindisi, che oltre a vantaggi di natura geografica, è anche sede di una base Onu. Le armi chimiche di Assad, quelle destinate alla distruzione dopo la complessa trattativa messa a punto da russi e americani insieme all’Opac per il disarmo del regime di Bashar Al-Assad,  non toccherebbero comunque terra.

In pratica, questo il piano, i gas proibiti, per 13000 tonnellate da eliminare, saranno trasportate dalla Siria al porto di Latakia dove saranno imbarcate su due fregate Norvegesi e Danesi. Da qui, partirebbero alla volta di Brindisi per incrociare la nave americana My Cape Ray dove, infine, le armi saranno definitivamente neutralizzate. Brindisi è l’opzione più gettonata nelle ultime ore, migliore, secondo il governo cui spettala decisione finale, di altri porti Corati, Siciliani e Sardi.  Ovviamente, giurano gli esperti, il processo di distruzione delle armi siriane, tramite il procedimento dell’idrolisi, non comporta alcun rischio.

Anzi, per la Città chiamata a fare da sfondo alle operazioni, ci saranno in contropartita alcune strutture che, una volta utilizzate, resteranno al porto. Sulla questione, nelle scorse ore, si era già espressa la Bonino. «Ci è stata chiesta la disponibilità per 48 ore di un porto con tutte le garanzie del caso – ha detto il ministro degli Esteri Bonino – e spero bene che vorremo essere all’altezza». 

Eh sì, sarebbe davvero il caso. Le armi da neutralizzare sono in grado, se attivate, di produrre gas capaci di uccidere migliaia di persone.  Un’eventualità che, nelle prossime ore, non mancherà di scatenare sdegno e concerto da parte dell’opinione pubblica salentina.